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La Mezzanotte

pubblicato 03/feb/2010 09:51 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 03/feb/2010 22:56 ]

LA MEZZANOTTE

di BENITO CIARLO

Uno sgorbio tracciato
nel cielo
esagera in tempesta;
un refolo ambizioso
millanta l'uragano;

suoni di vecchie pive
com'orchestra dipinta
sull'abito
sgualcito d'Arlecchino;

cicale surgelate
fan la spola
tra il ''fa''
più basso
e il ''si''
sopra le righe:
è una nenia russata,
un salmodiare a caso,
un esorcismo contro
l'acqua e il vento.

Intanto giunge afflitto
e quasi esangue
quell'ultimo rintocco
a proclamare morto
il nuovo giorno. 



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Commenti

manuela magi - 04/feb/2010 00:18

Sembra che la notte sia silenziosa,se ascoltiamo attentamente i suoi sussurri riusciamo a carpirne il respiro.

Raffaele Pinto - 04/feb/2010 01:31

Delizioso idillio!

Benito Ciarlo - 04/feb/2010 07:31

Dal sito Scrivere:
Cara/o Benito Ciarlo,
è stato inserito (04/02/2010 15:29:21) un commento alla tua poesia La Mezzanotte, scritto da Clodiaf0904:

Nell'incontrare questo autore si provano intense emozioni perché in primis ha grande maestria tecnica e in secundis sa come trasmettere chiaramente il messaggio pur avvalendosi di metafore non comuni. Nel trascorrere interiore della mezzanotte come in un flash le considerazioni sulla vita e sui suoi equivoci o sui suoi segnali che inducono a strade sbagliate e il sentirsi come una ex- cicala ormai surgelata (bellissima questa immagine). Finché l'alba ci riporta alla "realtà". Splendida.

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:17

da Facebook: Silvia Calzolari
Un uragano quasi reale e di sensazioni... fra suoni, immagini e colori che esorcizzano...il rintocco annuncia...afflitto l'attimo di separazione tra il vecchio e il nuovo giorno... L'istante sospeso... Grazie Benito!
Ieri alle 10.11 ·

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:18

da facebook: Franca Canfora
........che dirti? Sembra di viverla la tua mezzanotte, più che scriverla l'hai dipinta....
Ieri alle 8.15

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:19

da Facebook: Daniella Pasqua
Intanto giunge afflitto
e quasi esangue
quell'ultimo rintocco
a proclamare morto
il nuovo giorno.

Una chiusa stupenda, inquietante ma che fa riflettere molto... la mia ammirazione, grazie Benito

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:21

da Facebook; Silvia Divinafollia
dolcissima e immediata, bravo
Ieri alle 11.06

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:22

Da Facebook;
Vittorio Fioravanti Grasso
La veglia fervida del poeta, illuminata da un guizzo esploso nel cielo più lontano, mentre tenue dilaga nella stanza il suono lugubre d'un "ultimo rintocco"...

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:23

Da Facebook
Romeo Raja
riposa uno che legge le tue poesie, riposa godendone a pieno, dei significati dei suoni e delle immagini che lasci, senza contorte e ambiziose scalate quasi sempre concluse con la rinuncia alla meta. delicatamente tante piccole cose apparentemete insignificanti, che come sempre ne fanno una grande, la vita che passa. bravo Benito.
Ieri alle 13.30

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:24

Da Facebook
Mirco del Santo
ben e' stupenda

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:25

da Facebook
Dolce Glicine
"cicale surgelate
fan la spola
tra il ''fa''
più basso
e il ''si''... Mostra tutto
sopra le righe:
è una nenia russata,
un salmodiare a caso,
un esorcismo contro
l'acqua e il vento."
Stupendi, Ben. Grande verità celata in questi sapienti versi.
Non vorrei sbagliarmi, ma il messaggio mi sembra chiaro e forte. C'entra forse il "Mito delle cicale" di Platone?

Benito Ciarlo - 05/feb/2010 05:35

@Dolce Glicine: " .... Si dice che le cicale un tempo fossero uomini, di quelli che vissero prima che nascessero le Muse. Ma una volta che nacquero le Muse e comparve il canto, alcuni degli uomini di quel tempo, furono colpiti dal piacere al tal punto che, continuando a cantare, trascuravano cibi e bevande, e senza accorgersene morivano. Da loro nacque, in seguito a questo, la stirpe delle cicale, che dalle Muse ricevette il dono di non aver bisogno di cibo fin dalla nascita, ma di cominciare subito a cantare senza cibo e senza bevanda, e così fino alla morte e, dopo, di andare dalle Muse ad annunciare chi degli uomini di quaggiù le onori e quale di loro onori... Alla più anziana, Calliope, e a quella che viene dopo di lei, Urania, portano notizia di quelli che trascorrono la vita nella filosofia e rendono onore alla musica che è loro propria. Sono queste che, più di tutte le Muse, avendo cura del cielo e dei discorsi divini ed umani, mandano un bellissimo suono di voce.
Dunque, per molte ragioni, nel mezzogiorno bisogna parlare e non dormire."
Se ti riferisci a questo, perchè no? "le cicale, profetesse delle muse, provano ammirazione per coloro che non si lasciano incantare dal "canto", a volte delizioso, della pagina letta, ma la affrontano in modo vigile, critico, accettandola o rifiutandola non in base al nome, spesso famoso, che l'ha scritta, bensì al suo effettivo valore o a quello che può trasmettere per arricchire il lettore". (Fabio Gabrielli)

dolceglicine@yahoo.it - 05/feb/2010 05:49

Sì, Ben, proprio a questo essendo la Mezzanotte all'antipodo del Mezzogiorno cioè il momento in cui
"Intanto giunge afflitto
e quasi esangue
quell'ultimo rintocco
a proclamare morto
il nuovo giorno."
Perchè quel rintocco non proclama morto "il giorno" ma "il nuovo giorno", come se, ormai, fosse non persa, ma dismessa ogni speranza.
Ma ciò che è surgelato (cicale e speranza), si può sempre scongelare e, con un "forno a microonde" si fa ancor prima...se no, la tecnologia, a che serve?