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Rode dentro, devasta l'anima volano i pensieri plumbei come il cielo più nero gelidi come palle di grandine, ingarbugliati in un intreccio di rovi sanguinanti di mille e mille ferite. È perso lo sguardo verso l'orizzonte scruta lontano senza guardare senza vedere un immobile tramonto e le sue lingue di fuoco che si spengono col buio. Si affollano i sentimenti, combattono, senza trovare quiete in un turbinio di tempeste che potenti scaricano a terra le spade infuocate di Zeus, folgorando ciò che rimane di un briciolo di umanità. È furente l'ira che non da pace, che consuma, disperde ai quattro venti lo spirito indifeso che oramai stanco si lascia andare alla morte. Una morte senza speranza senza resurrezione. Solamente l'odio imperversa lasciando inerme il corpo senza vita. |



