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Giunto quasi alla fine del mio viaggio

pubblicato 07/nov/2009 12:59 da Raffaele Pinto   [ aggiornato il 07/nov/2009 13:01 da Benito Ciarlo ]

Giunto quasi alla fine del mio viaggio,
quando intravedo l’ombra in mezzo al mare
ed il braccio distendo per sfiorare
quel dubbioso profilo di miraggio,

una luce da tergo, un tenue raggio
riuscito non si sa come a filtrare,
l’investe crudelmente, e lei scompare
lesta schivando il mio pudico omaggio.

E riprendo il cammino, anche se annotta
e mille miglia lungi già il mattino
se n’è volato. Navigo perplesso

come pilota inetto, lo confesso,
e disperato interrogo il destino
che al viver mio tracciò sì incerta rotta.

Commenti

Benito Ciarlo - 07/nov/2009 17:52

Il fascino del sonetto consiste nella miriade di suggestioni che riesce a trasmettere al lettore nonostante la sua brevità e il suo essere incardinato indissolubilmente alle ferree regole metriche che il notar Jacopo da Lentini gli diede qualche seolo fa. In questo è il suo intramontabile splendore tra tutte le forme metriche. E quando il sonetto incontra autori come Raffaele Pinto questo miracolo si rinnova.

Raffaele Pinto - 08/nov/2009 03:37

È una glossa molto generosa, Ben. Te ne sono grato