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Giuda Maccabeo: Il mio grido di vendetta colmi questa valle

pubblicato 13/gen/2010 05:33 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 05/feb/2010 04:39 ]
Non dire: "Come ha fatto con me farò a lui; io gli renderò secondo quel che ha fatto"
PROVERBI 24,29

Come un leone
sono pronto al salto
i miei artigli
renderanno
ogni goccia di sangue
ogni lacrima
ogni occhio
o dente che
m'hanno sottratto.

Lo massacrarono
con pugni e con calci
e col manico del mitra
gli sfondarono la fronte
facendogli versare
per intero
il suo incerto
progetto
di futuro.

Come potrei non dire
vendichiamoci
dopo aver visto
il volto di mio figlio?
Morto l'hanno scagliato
come un pagliaccio bianco
dalla finestra più alta
fra gli sputi
e lacrime di sangue.

Ho visto gli assassini
levar le braccia al cielo
specchiandosi
nell'obbiettivo
d'una telecamera.

Se il tuo Dio ed il mio
sono lo stesso Dio
Perché pregarlo?
Acuiremmo la sua indecisione.

Tu hai acquisito meriti
ai suoi occhi
mentre di me
non parlerà la storia
se nopn riavrò
il corpo martoriato
di mio figlio.

O del tuo.


Giuda Maccabeo - Gerusalemme - ottobre 2001


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Commenti

Benito Ciarlo - 13/gen/2010 05:43

Carissimo Sergio, ti confesso che dopo nove anni dalla prima lettura, questa poesia mi dà ancora brividi e mi lascia sgomento come allora. Purtroppo il tempo sembra essere passato invano per la causa della Pace.