pubblicato 18/feb/2010 07:27 da stefano toschi
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aggiornato in data 18/feb/2010 07:31
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Di febbri accende alle gelate valli
come un’alba, febbraio, il lor candore
e le nevi discioglie nel calore
di adolescenti raggi il sole. Gialli
precoci di mimose, dei cristalli
disfano, goccia a goccia, il rigore.
Il mandorlo si schiude nel tepore
che annunzia primavera per le calli.
La promessa, covata come seme,
s’appresta, senza indugio, a germogliare.
E’ solo vanità di una stagione:
tu lasciati cullare senza speme,
passano l’ore, tu non ci pensare,
tranquillo e quieto cogli un’emozione.
Stefano Toschi

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La melodia dei mandorli in fiore non contrapposta alla pertinacia dell'inverno in altri luoghi fanno di questo sonetto una poesia cara a quelli che abitano le terre del sole e (dico per scherzare) fa venir rabbia a chi è invece ancora sotto la neve. Però, parlando seriamente di emozioni da cogliere ne ho visto più di una.
Piaciuta
I podromi della primavera danno emozioni che il poeta traduce in versi ritrasmettendole, al solito, magistralmente.