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Primo compleanno di Scrivere al tempo di Internet

e se la morte sia

pubblicato 20/nov/2009 06:47 da calamo inchiostrato   [ aggiornato il 20/nov/2009 06:49 da Benito Ciarlo ]

 

 

 

 

a poco a poco si appoggiano

sugli angoli degli occhi

le immagini stordite

dalla tua assenza

che ridipingo

con i tocchi lievi

della memoria

 

e stupito mi chiedo

come venti anni fa

se la trasmigrazione delle anime

in altri corpi possa

darmi il senso

del ritrovarti

e se la morte sia

solo un passaggio

tra due momenti oppure

un tempo circolare

da ripercorrere all’infinito

fino all’illuminazione,

al ricongiungimento

o invece sia un banale

ricominciare ad esistere

forse per  caso, per necessità,

oppure un grande vuoto

pieno d’immaginario

e l’uomo vivo

nella pietas di sé

si illude ancora di poter colmare

in un altrove mistico

quella mancanza assurda

che è il trapasso

 

poi giunge l’ora di lasciarsi

alcuni a vivere, altri a morire

e chi di noi vada verso il meglio

- semplificando un filosofo –

a tutti è oscuro

tranne che al nostro daimon

 

ma il daimon è poi davvero

quell’entità che guida

dopo la scelta l’anima

nel suo percorso già scelto

per la sua forma di carne?

 

e se invece quell’anima

sia soltanto una foggia

consolatrice che vaga

sull’esistenza sgombra

ad ingannare corpi?

 

all’improvviso

in questo buio tirannico

della mancanza

quella mia forma assoluta

o relativa, sinonimo accostato

al verbo degli dei,

detta soffio vitale,

energia, psiche,

e persino pneuma,

si trova monca

a biascicare frasi

sopra i muri

in una forma poetica

priva di suoni

a cui manca il tuo sguardo,

la tua presenza,

e in altri occhi forse,

in altre mani, bocche,

in altri corpi,

troverà le parole,

i gesti, le movenze,

appiccicati

sul mio occhio che scrive,

in questo vuoto assurdo,

strappato all’iride,

finché il daimon,

o chi per lui,

gli scosterà la luce,

nell’attesa