|
(scappata da un quadro di Monet) Se fosse primavera mi vestirei di chiffon e adornerei i capelli con chignon di palèo e celesti myosotis gocciolanti di rugiada, camminerei scalza sui prati in fiore sorridendo ai capolini dei grilli tra i fili d’erba. Se fosse primavera, sotto il mio parasole avvolta in un foulard svolazzante al vento fresco di maestrale, cercherei quadrifogli e coccinelle per regalarti, al tuo ritorno, la nostra fortuna. Se fosse primavera, seduta sotto un salice grondante di fogliame, leggerei ancora una volta la lettera che mai scrivesti a me. Se fosse primavera ti risponderei gettando le mie parole sull’acqua ferma e limpida di un laghetto gracidante a formare concentriche onde: “Ti aspetto, stringendo al petto grappoli di glicine, ti aspetto come margherita ancora da sfogliare tra papaveri e fiordalisi, ti aspetto per gustare insieme tutta la dolcezza del nuovo frutto inebriata dal verde che mi circonda. Non tardare.” |





E' stupefacente la tua capacità di trarre alta ispirazione dalle suggestioni di un'opera d'arte.
Ne scaturisce una poesia delicatissima.