Il sonettista il suo silenzio scuote, forse rimpiange del tramonto il rosa, forse del suono delle luci cosa resta nell'aria quando si fa notte. E tinge di quell'ombre le sue note, con begli accordi accoglie ogni qual posa che natural diventa a ciò che sposa l'arte com'un sospiro sulle gote. Ma quando, poi, nel buio si ritrova, non è il sorriso tenue ed incolore di luna che s'affaccia nell'alcova, né quello d'un silente mondo astratto a ridonar la voce al caldo cuore, ma il volto della vita al sol contatto. Fabio Venturini |




Da leggere e rileggere ascoltando un notturno di Chopin. Sei davvero molto bravo, fabio.
Ben