E se il silenzio divenisse seme
immenso come adesso ne è la mano
che al collo lega il cappio
e preme,
l'ombra che col suo piede
circoscrivendo schiaccia al muro
forse
partorirebbe un fiore.
La lingua allora
tremando nel sapore del respiro,
viva
avrebbe ancora miele. (Sotto licenza Creative Commons) |




Un'ardita iperbole, poeticamente concepita, per rappresentare l'insopportabilità del silenzio.
La poesia suggestiona e coinvolge con le sue immagini potenti (l'immensità del seme che potrebbe forse generare un fiore, in ipotesi uguale a quella della mano che serra un cappio al collo... l'immaginato tremore della lingua pronta a riassaporare il miele di nuove conversazioni...)
Molto piaciuta.
Grazie del tuo commento gentilissimo Benito e di avermi concesso questo spazio nel tuo bel sito. Io trovo che questa mia sia debole in qualche punto ma tant'è, l'ispirazione è stata tale e mi accontento. A presto leggerti.