Prestami le tue parole
ché le mie son come nuvole
straziate dal vento
oziose tiritere
per cullare la noia
di ciglia sonnolenti
gocce continue
di un rubinetto difettoso
fiori appassiti
dentro a un libro mai letto
come l'ennesimo regalo
di un Natale che mai fu.
Prestami le tue
ché son gustose caramelle
dal cremoso ripieno
per soddisfare raffinati palati
impacchettate ad arte
in luccicanti cofanetti
costose vesti
sfavillanti di perle e lustrini
ad abbellire le vetrine
delle boutique del centro
ciliegine glassate
morbide e rosseggianti guarnizioni
per torte già spartite.
Per un giorno soltanto
prestami le tue parole
ché possa anch’io godere
di 24 ore d’ipocrita gloria.
Ma se troppo alti
sono gli interessi
allora grazie tante
scrivo le mie e...
a ognuno la sua platea.*
*(J.Prevert) |