Per navigare

636giorni trascorsi da
Primo compleanno di Scrivere al tempo di Internet

Alla Primavera (tentativo di traduzione poetica di un sonetto di Federico Balart)

pubblicato 09/mar/2010 16:18 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 09/mar/2010 16:34 ]


Federico Balart (1831 - 1905)

Nasce a Pliego, il 22 ottobre 1831. Come molti dei letterati di Murcia, dopo essersi diplomato, frequenta i corsi universitari di Diritto. Nel 1870 viene nominato sottosegretario del Governo. Quando si ritira dalla politica occupa l'incarico di contabile alla Banca di Spagna. Fino al 1894 il suo lavoro letterario si limita a poche cose pubblicate sulla stampa, ma la sua fama letteraria gli giunge soprattutto dal libro "Dolores", pubblicato quando aveva 63 anni. Il libro si ispirava alla morte di sua moglie e alla solitudine dovuta alla sua assenza. Oltre a questo libro pubblicò, sempre in versi, "Horizontes" e in prosa "Impresiones, Literatura y Arte". Postumi apparvero i libri in versi "Sombras y destellos" e "Fruslerías". Nel 1891 fu nominato membro della Real Academia Española, sebbene non arrivò a prendere possesso dell'incarico. Morì a Madrid l'11 aprile 1905.




Federico Balart

A la primavera

Ya muestra Guadarrama la aspereza
que ayer la nieve por igual cubría,
y orgulloso levanta, cual solía
coronada de pinos la cabeza.

Ya, al puro aliento del Abril, que empieza,
se estremece de amor y de alegría
cuanto en su fértil seno engendra y cría
la madre universal Naturaleza.

¡Oh Primavera, que nos das tu manto
de tiernas flores y de musgo tierno!
Mientras el mundo tu perpetuo encanto

saluda en himno de entusiasmo eterno,
yo te miro llegar, con mudo espanto:
tengo un solo gabán; y ése, de invierno.
Tentativo di traduzione poetica di  Benito Ciarlo

Alla Primavera

Già la sua asprezza mostra Guadarrama
che ier di neve tutta era coperta,
rialza con orgoglio la sua testa
di pini incoronata e di foresta.

Il respiro d'April che il sol richiama
fa fremere di gioia e i cuori allerta
a pascersi d'amor e a fare festa
alla Madre Natura che si desta.

Oh Primavera, dacci il tuo mantello
di fiori freschi e muschio sempiterno;
mentre il mondo saluta, menestrello,

il tuo perpetuo incanto, il sole eterno,
io ti vedo arrivare e mi scervello:
ho soltanto un cappotto; è per l'inverno!

Commenti

Ermete Trismegisto - 10/mar/2010 03:00

Belle e simpatiche tutte e due. Hai tradotto molto liberamente ma mi piace perchè il senso resta.

Utente sconosciuto - 11/mar/2010 13:52

Che bella e come sei stato bravo!

Benito Ciarlo - 11/mar/2010 14:12

Grazie a tutti e due, i vostri apprezzamenti mi hanno fatto tanto piacere.
Ben