Poesia genericaLa poesia è l'arte di usare, per trasmettere un messaggio, combinatamente il significato semantico delle parole e il suono e il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa. Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva. A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, invece che letta direttamente, viene ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo ed il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo una dimensione teatrale. Questo fenomeno, insieme alla parentela con la musica, viene sfruttato per esempio nei Lieder tedeschi, poesie sotto forma di canzone. Queste strette commistioni fra significato e suono rendono estremamente difficile tradurre una poesia in lingue diverse dall'originale, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo un'approssimazione dell'originale.
Le ultime poesie pubblicate
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Non posso dire
Non ha senso dire:“sto morendo”.La morte porta dentroaltre sfumaturealtre sincronierivelate solodall’attimo fatale.Ma non posso dire“sto vivendo”perché vivereè oltrepassarea ...
Inviato in data 24/apr/2010 03:48 da dolceglicine@yahoo.it
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6 giugno 2002
6 giugno 2002
Piove da quarant'ore.
Prega il suo dio degli argini,
protettore dei ponti
lo Scrivia senza pace.
E' gonfio ancora il cielo
che straripa
di nuvole veloci ...
Inviato in data 19/apr/2010 05:32 da Benito Ciarlo
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La Bella Addormentata
La Bella Addormentata stacon un occhio semi aperto.Vuol capire lo sguardodi chi la baceràprima di deciderese destarsio fingere ancoradi dormire.“Non c’è ...
Inviato in data 17/apr/2010 06:23 da dolceglicine@yahoo.it
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Lara Cappellaro - Mare
Premio miglior elaborato fuori comune Concorso Suoni d'acqua 2008 (provincia di Verona)
Mare, distesa di acqua salata
limpida, verde, bluastra, azzurrata;
mare, collana preziosa di onde
appese sul filo ...
Inviato in data 12/apr/2010 09:24 da laracappellaro1@virgilio.it
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Il Pensionato
IL PENSIONATOdi Sergio Garbellini Il pensionato? Ma che vita strana!Ha lavorato più di quarant’anniper quasi sette giorni a settimanae, adesso, sta lottando coi malanni!.Coi ...
Inviato in data 12/apr/2010 03:58 da Benito Ciarlo
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pubblicato 24/apr/2010 03:47 da dolceglicine@yahoo.it
Non ha senso dire: “sto morendo”. La morte porta dentro altre sfumature altre sincronie rivelate solo dall’attimo fatale. Ma non posso dire “sto vivendo” perché vivere è oltrepassare a grandi passi i solchi della memoria, scorgere il tempo allungarsi tra i filari, riempirsi gli occhi del colore di un fiore e le narici del suo profumo allorché il seme sta nella terra brulla spasimante di pioggia.
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pubblicato 19/apr/2010 05:29 da Benito Ciarlo
6 giugno 2002
Piove da quarant'ore.
Prega il suo dio degli argini,
protettore dei ponti
lo Scrivia senza pace.
E' gonfio ancora il cielo
che straripa
di nuvole veloci.
Penso all'estate
che forse ha rinunciato
a visitar quest'anno
la pianura.
Dov'è finito il sole?
Quanto vorrei la fiacca d'un meriggio
ossessionato da cicale in canto!
Non c'è controra qui
e pure a mezzogiorno
il fragore dei tuoni
zittisce i miei ricordi.
(Spini di fichi d'india,
pietre bianche
a riflettere arse
il bagliore cocente:
flusso distorto nella corrente
di nostalgia che indugia).
Nella pioggia battente
non canta la sirena
per irretire i naufraghi
qui lo fa come sempre
per attestare il termine
del tempo.
(Diluvia, forse è meglio
rinforzare gli ormeggi!)
Al nord privo di rondini
s'è smarrita la gioia.
Benito Ciarlo - 6 giugno 2002
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pubblicato 17/apr/2010 06:22 da dolceglicine@yahoo.it
La Bella Addormentata sta con un occhio semi aperto. Vuol capire lo sguardo di chi la bacerà prima di decidere se destarsi o fingere ancora di dormire.
“Non c’è traccia d’iride sulle labbra tantomeno nella saliva“
Questo imparò. Poi si punse.
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pubblicato 12/apr/2010 09:08 da laracappellaro1@virgilio.it
Premio miglior elaborato fuori comune Concorso Suoni d'acqua 2008 (provincia di Verona)
Mare, distesa di acqua salata
limpida, verde, bluastra, azzurrata;
mare, collana preziosa di onde
appese sul filo dell’orizzonte.
Mare, che forte livelli la roccia,
mare bambino, fratello e un po’ chioccia;
mare potente che smuovi i fondali,
dove nascondi relitti abissali.
Mare di fauna, di flora e colori,
mare dimora di conquistatori;
mare sommesso raccogli sussurri,
sei fonte di guizzi, di trilli e di urli.
Mare che in guerra diventi trincea,
mare, sei il pelago del prode Enea;
mare di aria, mare in apnea,
mare, maretta, marosi, marea.
Mare respingi ma anche contieni,
mare impavido che sei senza freni;
racconti le storie dei tempi passati,
d’amori, di donne, d’eroi, di soldati.
Mare ti frangi, spezzandoti in flutti,
padre che ai figli dona i suoi frutti.
Mare in burrasca, mare impaziente,
dentro, nell’anima, leghi la gente;
mare sei vita, ma sei anche morte,
tu dei tuoi popoli segni la sorte.
Lara Cappellaro
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pubblicato 12/apr/2010 03:55 da Benito Ciarlo
IL PENSIONATO di Sergio Garbellini
Il pensionato? Ma che vita strana! Ha lavorato più di quarant’anni per quasi sette giorni a settimana e, adesso, sta lottando coi malanni! . Coi
suoi malanni e con il caro-vita che aumenta tutti i giorni a dismisura … E la pensione? Presa … è già finita! Tirare avanti è tutta un’avventura!!! . I
costi sono fuori dagli schemi ed ogni tanto “sbuca” una sorpresa! S’aggira in una giungla di problemi e non ci sono i soldi per la spesa! . Sognava
un bel futuro, tutto rosa, mangiando
le bistecche ed caviale, ma,
era un’illusione vanitosa … la
verità, purtroppo, gli fa male! . Di giorno in
giorno, disperatamente, s’impegna
sempre per turar le “falle” … ma, contro la miseria, inutilmente, si tocca in basso … per grattar le palle!!! . Ha
lavorato tutta la sua vita pensando
ad un domani da “signore”, adesso,
con la penna tra le dita, si
conta solo … i battiti del cuore!!! . Andare al
ristorante? Il pensionato non può davvero! E, che il ciel lo aiuti, se a volte trova un pranzo rimediato … … là … dentro … al cassonetto dei rifiuti!!! . SERGIO
GARBELLINI |
pubblicato 11/apr/2010 08:52 da Emma Bricola
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aggiornato in data 11/apr/2010 11:53
]
Un colpo secco e manca il fiato,
lo sguardo che prima sfrecciava
cade in un istante tra le lamiere
contorte, scricchiolanti.
Scivola in quell'affanno
vecchio come le notti insonni
passate a cercare spiriti imprecisi
lontani, ansimanti, spariti. |
pubblicato 09/apr/2010 12:40 da Fabio Venturini
Mi parlava la brezza d'un bel quadro d'amore musicato tra i banchi di scuola, mi parlava sincera, mormorando parole vellutate al profumo di viola.
Con colori a pastello una rosa distratta appariva su un foglio strappato, e in un rosso tramonto rivedevo l'autunno, l'amarezza d'un cielo incantato.
Ripensava il ragazzo a quel dolce sorriso che l'aveva sconvolto nel cuore, ripensava alla sera che tra birra e risate percepì quello strano calore.
Ed in classe ogni giorno un pensiero sul banco, una frase riscritta a matita, e ogni giorno la bella, tra battute e sospiri, a quel giovin sembrava più unita.
Or cadevan le foglie sul tortuoso sentiero che conduce alla villa in campagna, sulla scia delle lepri, tra radici sporgenti che diparton dal suol d'acqua stagna.
Cinguettando gli uccelli mi narraron che un giorno la ragazza uscì sola da scuola. Era un poco agitata quando vide la pioggia e alle amiche non disse parola.
Il fanciullo la scorse correr fuori di fretta, sotto l'acqua quell'ombra sparire, e più avanti un ragazzo spuntar fuori da un'auto, abbracciarla con gioia e partire.
Qualche lacrima apparve su per gli occhi dal cuore che sembrava battesse lontano; e sui volti i sorrisi, e il bel pianto del cielo, quel silente fragor reser vano.
A guardar l'orizzonte mi sovvenne il ricordo di quel ciel colorato di rosso, proprio sulle rovine di quel vecchio edificio che mi vide un dì solo e commosso.
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pubblicato 09/apr/2010 02:44 da Benito Ciarlo
[
aggiornato in data 09/apr/2010 02:49
]
UNA DONNA SENZA UN FUTURO !!!
di Sergio Garbellini
Stasera devo andare in
discoteca.
Mi sto truccando per sentirmi
bella,
ci vado per ballar, ma,
soprattutto,
per incontrare l’anima gemella !
Tre
anni fa mi sono laureata
e
sono ancora in cerca di un lavoro !
Ho
fatto innumerevoli colloqui,
ma
le risposte … sono state in coro:
“Dobbiamo licenziare il personale …!
… Abbiamo contattato il sindacato …!
… Son tempi duri, in giro c’è la crisi …!
… La colpa, lo sapete, è dello Stato !”
Ho quasi
trentun’anni, ormai gli studi,
gli amici,
gli obiettivi e i sentimenti,
son cose che
appartengono al passato,
per ora, son
ben altri gli argomenti !
Il tempo delle favole è finito !
Mi servono dei soldi per
l’affitto,
per le bollette: acqua, gas e
luce !
L’amore non c’è più … il cuore è
afflitto !
A
volte penso di prostituirmi,
ma
i morsi d’una limpida coscienza
mi bloccano,
perché son troppo onesta,
mi pento … e
faccio pure penitenza !
Beate quelle donne già sposate
che possono contare sul marito,
godendosi la casa e la famiglia …
… Vorrei aver … la fede intorno
al dito !
Bisognerebbe
avere un convivente,
per
vivere in un modo più sereno,
dividere
le spese generali
e
non far pranzo e cena … col veleno !
In discoteca gira troppa droga,
ma, spero d’incontrar qualcuno
“puro”,
che possa regalarmi un po’
d’amore
ed aiutarmi a vivere il futuro
!!!
Magliano
dei Marsi
4 febbraio 2010
Garbellini
Sergio
pubblicato 07/apr/2010 04:07 da dolceglicine@yahoo.it
Dicevo a mia madre da ragazza che lo smalto per le unghie era un lucido per vecchie. Ora osservo le mie mani contando macchioline scure mentre passo pennellate di bordeaux. La vecchiaia arriva così su strane efelidi a unghiate di colore con un nuovo look e una chance per viverla. Viverla di più.
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pubblicato 05/apr/2010 01:22 da Benito Ciarlo
Il 6 aprile: primo anniversario
del terremoto a L’Aquila e dintorni.
… L’Apocalisse con trecento morti!
Un anno è già passato … e sembra ieri
che la notizia ha devastato il cuore
di tutti gli italiani e il mondo intero!
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Ed il ricordo torna nella mente:
il pianto disperato dei parenti …,
le urla dolorose dei feriti …,
il suono delle cèleri ambulanze …,
i vigili del fuoco pronti a tutto …,
i volontari, i medici e infermieri
disposti al sacrificio più completo!
La solidarietà si mise in moto
in un baleno e una catena immensa
d’amore, d’amicizia e di speranza,
ha circondato L’Aquila e l’Abruzzo!
Purtroppo, come sempre, in questi casi,
il numero di vittime innocenti
cresceva d’ora in ora, nonostante
l’impegno di migliaia di persone
accorse per portare il loro aiuto!
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Un anno! Per tantissimi abitanti,
dapprima sistemati nelle tende,
c’è stata una battaglia contro il tempo
per costruir civili abitazioni.
Ci sono ancor moltissimi problemi
da sistemare, ma seppure lenta,
si nota una ripresa sostanziale
in ogni campo, grazie, soprattutto,
al popolo aquilano e alla sua grinta
che, come il sole, splende ogni mattina!
Ricostruire la Città Aquilana
sarà un processo lungo ed operoso,
ma il tempo è dalla parte della gente
che crede in questo splendido traguardo.
Su L’Aquila e dintorni c’è un vessillo,
formato dall’orgoglio e dal coraggio,
che sventola nel cielo della vita!!!
Magliano dei Marsi
20
marzo 2010
Garbellini Sergio
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