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Dolcemente ristà fra sesso e cuore

pubblicato 10/nov/2009 14:29 da Raffaele Pinto   [ aggiornato il 10/nov/2009 14:31 da Benito Ciarlo ]

Dolcemente ristà fra sesso e cuore
il pensiero di te, corpo e sentire,
nell’imminenza del nostro venire
l’uno nell’altra, morendo d’amore.

Si stirano e s’avvinghiano le ore,
mentre ci strizza fra crudeli spire
l’Attesa, che in osceno differire
d’orgasmo pare che bruci e d’ardore.

S’accampa nella mente poderoso,
porgendo il ventre e poi l’avara bocca,
l’eburneo collo, le marmoree cosce,

il seno che la lingua riconosce,
la selva che stormisce se la tocca
con mano un desiderio già furioso.

Commenti

Benito Ciarlo - 10/nov/2009 15:08

C'è una delicata magia, in questo sonetto, determinata foneticamente, forse, dal tuo prediligere le quartine in ABBA -ABBA, che suscita musica nel cuore di chi legge. La descrizione dell'impeto amoroso, che trova - com' è giusto che sia - l'acme nella terzina conclusiva, è poesia degna della migliore tradizione classica.

dolceglicine@yahoo.it - 25/nov/2009 03:53

Gli ultimi due versi sono l'apice dell'eros! Bellissima!