E t'affezioni, e a poco t'innamori, e quanto passa, qualche notte, un giorno e la dolcezza in sogno al non ritorno porta, silente, e in te ti chiudi e muori. Il fior non teme ancora il suo sbocciare che già gli pesa l'appassire amaro. Affezionarmi fosse il sol problema, a briglia sciolta lascio il sentimento: invidia, affetto, trattenuti a stento, e m'attacco alla pel com'eritema. Rabbia si scuote al brivido del mare, che giunge con il sale anche a bruciare. Forse dovrei parlarti onestamente, dirti che provo, quel che dentro sento, ma sempre è forte acerbo il pentimento, e il mal ch'un tempo ho fatto, nella mente, resta bastardo spirito a vagare, che bussa su portoni chiusi male. |



