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Negli spiragli di luce che si stagliano sui murales della vita ti cerco, affannosamente tracciando ghirigori con dita di sale tra il bianconero delle certezze vacillando, di quando in quando, con la mente stanca su gambe piegate a implorare preghiere inesaudite. Ti cerco con tutti i sintomi di questa infermità che urla nell’anima e avvince le vene nella spirale assurda di questo unico, esagerato amore che sento per Te. |




Che bella conferma che sei, Dolce Glicine, una poesia dopo l'altra.
QUEST'INNO D'AMORE CHE SOLO ALLA FINE, CON QUELLA DISCRETA t MAIUSCOLA, RIVELA IL DESTINATARIO, COMMUOVE E RENDE PARTECIPI DI UN MALESSERE INTERIORE CHE TROVA CONFORTO, NELL'UNICA CERTEZZA DELL'UNIVERSO.