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Tentativo di libera traduzione: El Pastorcico - di San Juan de la Cruz

pubblicato 30/nov/2009 01:23 da Benito Ciarlo
 
El pastorcico
San Juan de la Cruz

Un pastorcico solo está penado
ajeno de placer y de contento
y en su pastora puesto el pensamiento
y el pecho de amor muy lastimado.

No llora por haberle amor llagado,
que no le pena verse así afligido,
aunque en el corazón está herido;
mas llora por pensar que está olvidado.

Que sólo de pensar que está olvidado
de su bella pastora, con gran pena
se deja maltratar en tierra ajena,
el pecho del amor muy lastimado.

Y dice el pastorcico: ¡Ay, desdichado
de aquel que de mi amor ha hecho ausencia
y no quiere gozar la mi presencia
y el pecho por su amor muy lastimado!

Y a cabo de un gran rato se ha encumbrado
sobre un árbol, do abrió sus brazos bellos,
y muerto se ha quedado, asido de ellos,
el pecho del amor muy lastimado.
 
Il Pastorello
di San Giovanni della Croce

Un pastorello solo è disperato
non ha piacere nè soddisfazione
pensa alla sua pastora e alla passione
e nel suo petto amore è addolorato.

Non piange per aver ferito amore
che la sua pena non l'avrebbe afflitto
pur se nel cuor un dardo s'è confitto,
teme l'oblio il giovane pastore.

Piange al pensiero d'essere scordato
dalla sua bella. Estraneo e solo
nella terra straniera egli è esiliato
e nel suo petto amor prova gran duolo.

E il pastorello dice : " Oh, sfortunata
colei che del mio amore può stare senza
e non vuole goder di mia presenza
e nel mio petto d'amor la pena è nata.

E ai rami d'una pianta egli s'è appeso
dopo diverso tempo e si è impiccato
morendo a braccia aperte e s'è quietato
nel suo petto l'amor povero e offeso.

Libera traduzione di Benito Ciarlo


Commenti

Benito Ciarlo - 30/nov/2009 07:00

L'amico Giuseppe Butera mi invia la sua traduzione (senza dubbio più corretta e pertinente della mia) che pubblico qui, in attesa che Butera in peresona ci venga a far compagnia nel sito.

"Il pastorello è solo e disperato,
Privo di ogni piacere, egli è scontento:
Va alla pastora sua ogni pensamento
E il petto ha pien d’amore massacrato.

Non piange perché amore lo ha piagato,
Ché non gli duol vedersi rattristito,
Anche se in pieno petto fu ferito,
Ma piange perché fu dimenticato.

Al sol pensiero d'essere scordato
Dalla sua bella, con immenso strazio,
Lascia al crogiuolo di un estraneo spazio
Il petto dall’amore bistrattato.

E dice il pastorello: "Oh, sfortunato
Chi del mio amore può ben fare senza
E non vuole goder di mia presenza
E il petto per amore suo straziato.

E alla fine il pastore, arrampicato
Su di un albero, con le braccia aperte,
Muore e resta tra loro, ormai conserte,
Il petto dell'amor vilipendiato."