Rime non voglio usar
per questa donna
che mai sentì l’amore dentro il cuore
e che nutrì per me il pungente freddo
con cui, baciando, mi gelava il sangue
e intirizziva la trepida pelle
con aspra lingua e velenosa d’odio.
Come versificar acerbo l’odio
che mai s’estinguerà per questa donna,
e che mi stinge il color della pelle?
Al suo ricordo m’ha inchiodato il cuore,
e sì m’inaspra nelle vene il sangue
che fa rabbrividir al caldo e al freddo.
Se mai si scioglierà questo gran freddo
e queste piaghe che sigilla l’odio,
dentro di me rifluirà il sangue
che ora m’impietra innanzi a questa donna,
che mai viva né morta dal mio cuore
defluirà, né dalla morta pelle.
I fremiti con cui la bianca pelle
sembrava riscaldare il mio gran freddo
ed addolcire l’asprezza del cuore,
sussulti erano invece di quell’odio
che raggelava il cuor di questa donna,
facendole tremar le vene e il sangue
Scriver vorrei con gocce del suo sangue
sul petroso livor della mia pelle
il nodo che m’avvinse a questa donna;
ma ora che potrei, cinico e freddo,
mi si scongela come neve l’odio,
e volge in pianto, che m’annega il cuore.
E posa finalmente stanco il cuore
d’un corpo quasi privo già di sangue:
è l’impotente balbettio dell’odio
il tremito che mi contrae la pelle,
ammutolita dal rabbioso freddo
che mai riscalderà questa mia donna.
Se mai potessi, io, con sangue freddo
dir tutto l’odio ch’è sulla mia pelle
di questa donna scioglierei il cuore.
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