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Del cuore tuo vorrei non il feticcio

pubblicato 09/dic/2009 06:08 da Raffaele Pinto   [ aggiornato il 10/dic/2009 15:08 da Benito Ciarlo ]

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Del cuore tuo vorrei non il feticcio
esser che lega con debito amore
i sensi al mondo ed al suo rumore,
concerto soporifero e posticcio;

e di parole neppure il bisticcio,
abbagliante d’ingegnoso fulgore
senza vigilia d’interno sentore;
ma bensì il suo quotidiano capriccio!

E saltellare con lui sulla corda
del desiderio, che tende ed allenta
l’intelligenza o l’affetto o la brama

che pura sente chi tutta ti ama:
sia che t’accendi alla vita o che spenta
lasci che dentro il silenzio ti morda.

Commenti

Benito Ciarlo - 09/dic/2009 09:42

Sulla tecnica: per quanto inusuale (arcaica) la consonanza delle terzine (CDE-EDC)produce una particolare musicalità che caratterizza questo bel sonetto.
Sul significato: l'amore è ineluttabile quando è Amore. Sa diventasre possessivo e, al tempo stesso, può rendere insicuri ed inappagati in un eterno stare e "saltellare sulla corda del desiderio".

Raffaele Pinto - 09/dic/2009 11:13

Proprio così, Ben. Intendo qui l'amore come rischio e scommessa vitali e totalizzanti, equidistante ed in equilibrio instabile (quindi saltellante) fra le false certezze 'matrimoniali' (il 'debito amore') e la fatuità di chi colleziona amanti. Prendo poi 'capriccio' in senso etimologico, da 'capra', cioè il capro dionisiaco.