Mi giova passeggiare la mattinadei dì feriali, quando incalza e ferved’attività la vita cittadinae solo vedi oziar poeti e serve. Come chi, assorto in sé, pensa e cammina,che pare a chi lo sguarda di protervearie ammantato e d’oscura dottrina,le ciglia aggrotto, che la mente asserve. E mi compiaccio allor, dietro lo schermodell’albagia, di far la rassegnadelle comari: l’ultimo messaggio, il bacio rubacchiato di passaggio,la ritrosia che invita e che disdegna,e poi quella per cui vo come infermo!
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