Lasciami
interpretare il tuo silenzio, il cuore che in se stesso s’inabissa perché dei moti suoi taccia la rissa e s’inebri d’oblio come d’assenzio. E non me ne volere se sentenzio sopra l’anima tua, che tanto scissa è dalla mia che appare e poi s’eclissa: d’amore sono i versi che licenzio. Del tuo vagare seguono la scia, ansiosi di spiare l’antro o il nido ove t’occulti in pace con te stessa: paga di te contempli, e mentre cessa, fuori, del mondo lo stridulo grido, distilli dal dolore poesia. |




"Ti farò entrare nei miei giorni muti
e sarai chiasso per i miei sorrisi
..." (Lorena)
Mi sono iscritto al Fan Club dei sonetti di Raffaele Pinto. Ormai sono un fan convinto.
il cuore che in se stesso s’inabissa...
Grazie di cuore a tutti!