Sei nell'aria che m'avvolge, nella nebbia del mattino, nell'idea che mi sconvolge che mi cambia il sangue in vino, nel bagliore del tramonto, nel silenzio serotino che mi spossa senza sconto; nella resina del pino; sei nell'acqua della pioggia che non cade più dal cielo, nella sabbia della spiaggia, nella trama di quel velo che del viso tuo nasconde l'espressione, il pianto e il riso; sei nei dossi di quell'onde che da inferno a paradiso mi trasportano ogni volta che il pensiero vola a te. Sei nel dubbio - mente stolta che s'ostina sui perché -; sei nel gemito che emana la mia gola per l'arsura nella musica che, strana, par ch'allaghi la pianura; sei nel fondo d'un bicchiere dove affoga una zanzara, nelle mani del coppiere che dispensa merce rara come qualche raro sì sol se Giove Luna e Marte son d'accordo li per lì. Sei nel vento d'uragano che scompagina le carte, sei nel canto del gitano, nelle torri dei castelli che invisibili alla gente solo noi possiam vedere; sei nel canto degli uccelli. Sei nel fuoco d'una lente che deforma le più vere tra le immagini d'amore che ricordi assai impietosi mi sotterrano nel cuore. Sei nei campi cespugliosi nei deserti, sei sui ghiacci, sei nel suono delle voci sei nei baci e negli abbracci ch'oramai non ci son più. Tutto passa... resti tu. |



