ETERNA, MIA ETERNA di Carlo Palumbo Un taglio di giallo limone nel selz come il faro che illuminava a giorno il Pantheon, una breccola di sale era il sapore di ponte Milvio mentre a piazza Colonna nidificavano i ragazzini. Sui sampietrini a via Veneto s'indovinavano i passi caricati di una solida ombra di umidità, pagammo il fio di vederla superba quella sera mentre l'amore eterno di s. Pietro non ci accarezzava neanche. L'aria leggera con afrore di cocco s'indovinava lontana e a piazza Navona il viavai disegnato sopra un bristol, i pizzatari allegri a s. Giovanni vendevano la primavera e in un angolo pulcioso il ricordo di Pasolini. In via Merulana i palazzi di travertino sembravano inchinarsi a un nuovo tramonto giallo come il sole, rosso come l'amore, mentre io pensavo "quant'è bella stasera Roma mia". Carlo Palumbo Tratta dalla raccolta Italia (di luoghi, di canzoni, di personaggi e di parole) - 2003 |



