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Tu mi chiedi che sto facendo adesso? Pulisco i quasi mille cristalli del mio lampadario così da slargare lo sguardo tra giochi colorati di luce e quasi mille lacrime rotolano dalla scala. Volevo illuminare la stanza buia dei tuoi giorni. Volevo e non pensavo al mio buio ottagonale di quasi mille cristalli opachi appesi al soffitto. Potessero riflettersi, ora, come stelle sul pavimento bagnato di pianto a raggiare notti di sogni consumati dal tempo! Tu mi chiedi che sto facendo adesso? Ti scrivo della mia infelicità. Ma questo già lo sapevi. |




Splendida poesia. Il fantasma di desiderio si sviluppa in modo naturale dal gesto quotidiano (Pulisco ... il lampadario) e lo spazio domestico diventa caleidoscopio di emozioni ed immagini sfavillanti. Complimenti!
Pienamente d'accordo con Raffaele. << il finale è da incorniciare >>