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Deve esserci una qualche follia che ci lega - e non so come - quasi un camminare paralleli su una radura nuda dove fili d’erba oscillano di amore e risa di rabbia e dolore, quasi un’armonia euristica nell’abuso di un silenzio che rende complici nei gesti i pensieri; perciò ti odio d’incomprensibile e nondimeno ti amo d’irriducibile. |




La linea di confine tra amore e odio è sottilissima sin dalla notte dei tempi.
Catullo scriveva (Carme 85)
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
(Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e mi tortura.)
E Anacreonte, prima di lui:
Amo e non amo,
sono pazzo e non sono pazzo.
Ma in Catullo, come nella tua, c'è l'amara constatazione che questo problema si manifesta indipendentemente dalla nostra volontà.