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Primo compleanno di Scrivere al tempo di Internet

Culle

pubblicato 21/nov/2009 01:10 da dolceglicine@yahoo.it   [ aggiornato il 21/nov/2009 01:11 da Benito Ciarlo ]
Pianto di bimbo.
Nel dondolo di culla
canto di madre.

*
Cuna d'infanzia
guarnita da cortine
di seta verde.

*

L’antica zana
dal profumo di spigo
sprigiona sogni.

Commenti

Benito Ciarlo - 21/nov/2009 07:28

Tre poesie brevi bellissime.
I cultori del genere Haiku, forse ti farebbero notare qualche imperfezione (non di metrica ma di forma): secondo loro, infatti, l'ultimo verso dovrebbe essere il cosiddetto riferimento stagionale o 'kigo', cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell'anno in cui viene composto o al quale è dedicato; Il soggetto dell'haiku dovrebbero essere scene rapide ed intense di rappresentazione della natura e delle emozioni che esse lasciano nell'animo dell''haijin' (il poeta). Dovrebbe essere escluso ogni nesso evidente tra i versi per lasciare spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, quasi come una traccia che sta al lettore completare.
Per questo trovo difficilissimo il genere.

dolceglicine@yahoo.it - 21/nov/2009 10:29

Hai perfettamente ragione, Ben. Secondo gli "esperti" sembra che se non c'è il riferimeto stagionale, non si possa parlare di haiku.
Ma come spiegare questo haiku di Basho?

"Nel vecchio stagno
una rana si tuffa.
Il rumore dell'acqua."

Non mi sembra che qui ci sia il "kigo", ci trovo piuttosto il "wabi" e il"sabi"... da "ignorante" in materia.
Il sabi che rapprsenta la calma, la solitudine, il passato e il wabi che è la capacità di cogliere l'intima bellezza delle cose semplici(credo).
A me sta bene chiamarle poesie brevi. Non ho la pretesa di essere una compositrice di haiku. Ci provo ogni tanto perchè mi piace la "costrizione metrica" e la brevità. Sarei già contenta se tutto quello che scrivo fosse Poesia.

Benito Ciarlo - 21/nov/2009 11:45

Ripeto: a trovarlo difficilisimo questo genere (sia per comporre che per gustarne l'essenza fino in fondo) sono io. Le poche volte che ci ho provato i veri cultori del genere mi hanno sopraffatto di spiegazioni che continuo ancor oggi a non capire.
Per il resto concordo con Leopardi che scrisse " dai tempi d'Omero tutto è stato perfezionato men che la Poesia": è una questione di radici?