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Er Monumento de Garibaldi

pubblicato 23/dic/2009 13:38 da Benito Ciarlo   [ aggiornato in data 23/dic/2009 13:43 ]

ER  MONUMENTO  DE  GARIBALDI

 

................(In dialetto romanesco)................

 

 

Guardanno in arto, in cima ar monumento,

m’accorsi che ‘n groppa der cavallo

Garibaldi ‘n c’era più, stava in lamento,

seduto in basso, in pizzo ar piedistallo !

 

              Aprì l’occhi e me disse in modo strano:

              “ ‘Sta Roma, nun è più la Roma vera

              ‘ndo so’ passato co’ la spada in mano,

              ‘ndo so’ passato in testa alla bandiera !

 

L’hanno truccata come a carnevale

‘sta Città Sacra da li sette Colli,

‘sta Roma diventata Capitale

de mille tasse e centomila bolli !

 

              E guarda lì, vicino a quer cantone,

              ‘ndove la battaja fu più accesa,

              adesso ciànno messo ‘n pizzardone,

              vicino ciànno fatto ‘n’artra chiesa !

 

‘Sta Roma mia, regina della Storia,

‘sta Roma che ner nobbile Ottocento

regnava sopra er trono della gloria,

adesso sembra chiusa in un convento !

 

              E, poi, te devo fa ‘sta confessione:

              che tra lo smog, er fumo e la benzina,

              me so’ ridotto ‘n tizzo de carbone !

              ‘Sto traffico me sta a mannà in rovina !

 

E la gente? E’ tutta scatenata !

Còreno tutti a più de cento all’ora !

Bisogna che se danno ‘na carmata

sinnò ‘sto monumento va in malora !”.

 

              Guardava e piagneva dar dolore ...

              Fu allora che zompaj sur piedistallo

              e je dissi cor pianto drento ar core:

              “Daj, Garibà, rimonta sur cavallo!!!”.

 

 

 

Garbellini Sergio  (Roma 1959)





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Commenti

Benito Ciarlo - 23/dic/2009 13:51

E Garibaldi ce montò poi su?
O se vortò de lato sconzolato
gridannote più o meno o suppergiù
"Nun ce vojio tornà, morammazzato!"?

Perdona lo scherzo, complimenti vivissimi è una poesia in puro stile
trasteverino, molto apprezzata.
Ben