Soneno a festa le campane de Pasqua p'aricordà ar monno che Cristo è risorto.
Ma er silenzio de la notte m'ha portato, co' la voce der vento, er sono de antre campane
batteveno a morte inzieme ar pianto
de madri accorate sfinite, distrutte scordate da tutte;
de pupi malati, affammati, assetati da tutti scordati
su quelle tere lontane dove pare che Cristo sia morto pe' sempre.
Pe' loro è ancora... Via Crucis!
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Quel che succede nella terra ove Cristo predicò e morì soltanto per amore verso gli uomini, contraddice giorno dopo giorno ogni Suo insegnamento. Lui fin da allora era cosciente di quanto male poteva generare il fossato scavato fra popoli vicini e, non per nulla, identificò il "prossimo" col samaritano (ovvero il vicino tradizionalmente ostile), il credente con la samaritana del pozzo di Sichar ed esortò i suoi seguaci a pregare per il "nemico". Sono passati venti secoli ma nulla è cambiato, anzi la situazione è diventata mille volte peggio. E queste tue poetiche considerazioni sono insieme preghiera e pianto per la dura cervice degli uomini, che non posso che condividere facendole mie.
Sommessamente, e nonostsante tutto: Buona Pasqua.
E allora Cristo è morto per niente?Non credo, qualcosa ha lasciato