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Campane a festa

pubblicato 03/apr/2010 14:25 da Daniela Moreschini

Soneno a festa

le campane de Pasqua

p'aricordà ar monno

che Cristo è risorto.

 

Ma er silenzio de la notte

m'ha portato,

co' la voce der vento,

er sono de antre campane

 

batteveno a morte

inzieme ar pianto

 

de madri accorate

sfinite, distrutte

scordate da tutte;

 

de pupi malati,

affammati, assetati

da tutti scordati

 

su quelle tere lontane

dove pare che Cristo

sia morto pe' sempre.

 

Pe' loro è ancora...

Via Crucis!

 

Commenti

Benito Ciarlo - 04/apr/2010 00:41

Quel che succede nella terra ove Cristo predicò e morì soltanto per amore verso gli uomini, contraddice giorno dopo giorno ogni Suo insegnamento. Lui fin da allora era cosciente di quanto male poteva generare il fossato scavato fra popoli vicini e, non per nulla, identificò il "prossimo" col samaritano (ovvero il vicino tradizionalmente ostile), il credente con la samaritana del pozzo di Sichar ed esortò i suoi seguaci a pregare per il "nemico". Sono passati venti secoli ma nulla è cambiato, anzi la situazione è diventata mille volte peggio. E queste tue poetiche considerazioni sono insieme preghiera e pianto per la dura cervice degli uomini, che non posso che condividere facendole mie.
Sommessamente, e nonostsante tutto: Buona Pasqua.

Emma Bricola - 04/apr/2010 00:55

E allora Cristo è morto per niente?Non credo, qualcosa ha lasciato