Cara Ester, stanotte ti ho sognato, non ricordo com'era il sogno so solo che tu c'eri . Mi piace pensare che tu abbia voluto mandarmi gli auguri per Natale,ma non ci credo veramente. Ricordi quando facevamo i preparativi per la cena della vigilia?La sera era nostra , era degli amici ed era della nostra allegria , dei doni pensati e non comprati a caso. Tu poi eri un vulcano di idee. Ti ho sempre un po' invidiato per questo. Ogni tanto ti penso, non troppo spesso perchè mi fa male ma ogni tanto resisto e ti penso. Penso a quanto eri forte, a quanto eri viva a come hai sfidato il terribile percorso che hai dovuto affrontare. Un po' l'abbiamo affrontato insieme . Io un po' più vigliacca di te che chiamavi le cose col loro nome , che non ti sei mai nascosta dietro le illusioni. Sei arrivata fino in fondo col sorriso, con la tua risata che mi sembra ancora di sentire a volte. Ricordi, insieme a te ce ne sono tanti: il mercato a Tortona dove facevamo i nostri “affaroni”, e alla fine, io ti portavo le borse con i carciofi perchè non avevi più forza nelle mani,le serate con gli amici al ristorante messicano dove tu mi insultavi perchè ti consigliavo cibi troppo piccanti. Tu mi dicevi:-Ma come cazzo fai a mangiare questa roba? Sei fuori? E poi le cene a casa tua , a casa mia . La più bella la cena cinese , te la ricordi? Abbiamo cucinato spaghetti di soia che nemmeno il cane ha voluto assaggiare. Però stavamo bene vestite da geishe,
con gli occhi truccati con la riga, il cuscino sul sedere, e il
copridivano indossato come un kimono. Fantasia ne avevamo da vendere.
Emma |



