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La Madre

pubblicato 25/nov/2009 11:31 da Benito Ciarlo
1930
 
E il cuore quando d'un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d'ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
 
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
 
Alzerai tremante le vecchie braccia.
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
 
E solo quando m'avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
 
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.
 

Commenti

Benito Ciarlo - 26/nov/2009 05:08

La lirica, in versi liberi con prevalenza di endecasillabi, poggia su un dialettico rapporto tra passato e futuro; cioè, l'atteggiamento della madre nell'aldilà è in diretta relazione - direi che è quasi la continuazione - con i suoi abituali atteggiamenti terreni: condurrà il figlio davanti a Dio, tenendolo per mano come quando era bambino, sarà davanti a Dio solenne nella preghiera o tremante nell'implorazione, secondo il suo abituale modulo d'atteggiarsi terreno. Questo rapporto passato-futuro vita terrena-aldilà si esplica in precise rispondenze strutturali che sono proprio la scansione dei vari momenti (come una volta; come già ti vedevo; come quando spirasti) che segnano le tappe, i momenti esemplari di questa esistenza.