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Fratelli

pubblicato 26/nov/2009 05:14 da Benito Ciarlo
[da L'ALLEGRIA]

La vita di guerra, con lo scatenarsi della violenza e la sempre incombente presenza della morte, fa sorgere nell'uomo la coscienza della sua precarietà, lo fa presente nella sua fragilità e da questacoscienza nasce - come rivolta primordialee i9stintiva, involontaria, al di là di ogni ragionata consapevolezza - il senso del legame con gli altri, la scoperta di una dolorosa fraternità. La parola che definisce e testimonia questa condizione (Fratelli) ha la fragile trepida bellezza di una foglia appena nata.

Di questa poesia esistono diverse redazioni. Io qui riporto quella definitiva (1943) e la prima (1916).

 Redazione del 1916

Di che reggimento siete
fratelli?

Fratello
tremante parola
come una fogliolina appena nata

Fratelli
saluto
accorato
nell'aria spasimante
implorazione sussurrata
di soccorso
all'uomo presente nella sua fragilità

 redazione del  1943

Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
dell'uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli



Riporto le considerazioni di G. Devoto e M.L. Altieri, a proposito delle numerose redazioni di questa lirica da parte di Ungaretti.

" I passaggi (graduali, attraverso più redazioni intermedie) della prima e dell'ultima redazione sono determinati dall'esigenza di "essenzialità" e di un sempre maggiore potenziamento del nucleo semantico della lirica, la parola "fratelli".
L'unica immagine saldata dal "come", dei versi 3-7 si è scissa e condensata in due analogie isolate che, tipograficamente (spaziatura strofica e maiuscola di  Foglia). Fogliolina, diminuitivo patetico, è sostituita da Foglia. E' eliminato Fratello che, variando al singolare la parola tematica, ne stemperava, declinandola, la forza. Tremante | parola nella notte diventa Parola tremante | nella notte; non tanto interessa qui la scostruzione più normale, quanto la liberazione di Parola dall'aggettivo a cui era preposta e che, nella niuova posizione, riprende intera la sua funzione partecipale e si stringe grammaticalmente a nella notte; nello slittamento da aggettivo a participio, tremante acquista duratività semantica (non insidiata dalla precisazione locale, perchè questa, dislocata nel versicolo seguente, permette al verbo di "durare"). Fratelli della seconda strofa è stato respinto in fine della lirica, a concluderla simmetricamente  rispetto al titolo; in questa posizione la parola, prima aggravata da due apposizioni, acquista rilievo, anche per la maiuscola e per la sua autosufficienza strifica assicurata tipograficamente dallo spazio bianco che la isola. La duplice apposizione: , troppo diluita negli aggettivi ( accorato, spasimante, sussurrate ) si cindensa in un'immagine unica più risentita ( è rivolta, non più implorazione).
Tutta la lirica ha acquistato, nel passaggio dalla prima all'ultima stesura, un ritmo più concluso, circolare."