di Carlo Betocchi
Un dolce pomeriggio d'inverno, dolce perché la luce non era piú che una cosa immutabile, non alba né tramonto, i miei pensieri svanirono come molte farfalle, nei giardini pieni di rose che vivono di là, fuori del mondo. Come povere farfalle, come quelle semplici di primavera che sugli orti volano innumerevoli gialle e bianche, ecco se ne andavan via leggiere e belle, ecco inseguivano i miei occhi assorti, sempre piú in alto volavano mai stanche. Tutte le forme diventavan farfalle intanto, non c'era piú una cosa ferma intorno a me, una tremolante luce d'un altro mondo invadeva quella valle dove io fuggivo, e con la sua voce eterna cantava l'angelo che a Te mi conduce.
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