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La didattica delle esperienze: una formazione lunga una vita - Towards the didactic of experiences (Life long learning)

ITA

[ENG]

Poiché uno dei primi problemi da affrontare nella costruzione di “un processo di comunicazione” è la definizione del “contesto”, intendiamo partire con la definizione del significato che vogliamo dare alle seguenti espressioni, e nel farlo ci serviamo di quanto riportato in “Musei e apprendimento lungo tutto l’arco della vita, un manuale europeo”[1]:

 

-        Apprendimento continuo: un apprendimento che ci vede impegnati lungo tutto l’arco della vita;

-        Apprendimento formale: un apprendimento che ha luogo in un contesto educativo o formativo formale, e che normalmente porta al conseguimento di qualche qualifica;

-        Apprendimento non-formale: un apprendimento strutturato e organizzato, che tuttavia non conduce al conseguimento di alcuna qualifica;

-        Apprendimento informale: un apprendimento non necessariamente intenzionale che ha luogo in ambito familiare, nella vita sociale o civica.

-       Apprendimento: adottiamo la definizione impiegata in Gran Bretagna dalla Campagna per l’Apprendimento, che recita: “L’apprendimento è un processo di coinvolgimento attivo nell’esperienza. E’ ciò che avviene nel momento in cui un individuo vuole attribuire un senso al mondo. Può comportare lo sviluppo di competenze, conoscenze, comprensione, valori, sentimenti, attitudini e capacità di riflettere. Un apprendimento efficace promuove il cambiamento, lo sviluppo personale e il desiderio di continuare ad apprendere”.

 

Nella prima accezione si sottolinea l’importanza e il significato dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, che viene pertanto distinto dall’educazione in ambito scolastico e universitario.

Il secondo utilizzo ha a che vedere con il modo in cui intendiamo l’apprendimento. L’educazione formale comporta uno scambio tra docente e discente, nell’ambito del quale gli studenti sono istruiti dai loro insegnanti. Per contro, l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita pone l’enfasi sull’attività del ricevente; può sempre essere il prodotto di un’istruzione formale, ma anche avere luogo in una molteplicità di modi e di contesti, quali ad esempio la vita di tutti i giorni, l’interazione con altre persone e le opportunità culturali.

Quando un individuo apprende in uno spazio culturale “pubblico” lo fa più per scelta che per obbligo.

I nostri obiettivi

Under 16: stimolare gli studenti, i giovani a porsi domande ed a rapportarsi con gli insegnanti e i genitori quali detentori di sapere (esperienze) e indicatori di percorsi conoscitivi (educazione alla cittadinanza).

<16-60>: I rapporti sociali e la rete delle relazioni, autostima e senso di appartenenza (educazione alla cittadinanza, educazione al confronto).

Over 60: Raccontare per rielaborare: Tempo del lutto, tempo del silenzio, tempo della parola perché la storia non si scrive con la gomma (educazione al confronto).

  

 

Approcci all’apprendimento[2]

In generale è possibile individuare quattro fondamentali approcci all’apprendimento che possono essere impiegati anche simultaneamente:

-         Istruttivo o didattico;

-         Apprendimento attivo o fondato sulla scoperta personale;

-         Costruttivista;

-         Socio-costruttivista.

 

Approccio istruttivo o didattico

Un approccio che tende a considerare colui che lo applica come una autorevole fonte di sapere ed i fruitori come passivi e ricettivi. La cultura istituzionale tende ad essere gerarchica, accordando maggiore rispetto ai saperi specialistici a scapito delle conoscenze informali e legate alla quotidianità (es. tradizionale visita guidata al museo Vs archeologia sperimentale).

Gli svantaggi di questo approccio consistono nella “selezione della conoscenza” da parte degli “esperti”. L’approccio didattico non riconosce la diversità degli stili di apprendimento, e i contenuti sono trasmessi come se ogni individuo imprasse allo stesso modo.

 

Approccio attivo o di scoperta autonoma dell’apprendimento

L’apprendimento attivo è diventato popolare con la nascita dei musei della scienza degli anni settanta. L’adozione di questo approccio sembra rivelare la convinzione che l’apprendimento sia più efficace quando avviene in un’atmosfera rilassata ed informale, in cui i confini tra educazione e intrattenimento siano più sfumati. Il personale è spesso organizzato in gruppi di lavoro composti da individui portatori di professionalità complementari, responsabili sia degli allestimenti sia dei contenuti educativi. L’apprendimento è concepito come un processo di scoperta che comporta giochi di ruolo e il coinvolgimento attivo e diretto di chi apprende, considerato come un partecipante a tutti gli effetti piuttosto che un pubblico passivo. Questo approccio all’apprendimento è sotteso agli allestimenti interattivi di molti musei contemporanei.

 

Approccio costruttivista

L’apprendimento è concepito come un processo attivo e un’attività sociale e quindi avviene grazie all’offerta di diverse opportunità di apprendimento attraverso diversi stili espositivi e diversi livelli di coinvolgimento.

 

Approccio socio-costruzionista

Secondo questo approccio il luogo dell’apprendimento è un luogo in cui viene costruita e negoziata la conoscenza sociale, culturale, storica e politica. ………. Vengono riconosciuti come interpreti che hanno diritto di negoziare questa conoscenza in base alla loro identità e posizione nella società. In un simile contesto, la classe, il genere, la razza, l’etnia, l’orientamento sessuale, la religione di un individuo diventano di vitale importanza nel “suo modo” di interpretare la conoscenza. Il contesto diventa più importante dell’allestimento o del contenuto. La conoscenza è considerata come un processo fluido – nell’accezione postmoderna del termine – in quanto prodotta da un conflitto e soggetta a continui cambiamenti e rinegoziazioni.
 

 

Towards the didactic of experiences: a lifelong learning

One of the first problems to tackle in building a “communication process” is the definition of the “context”. We intend to start with the meanings’ definition to the following expressions following the manual “Museums and lifelong learning: an european manual[1]”:

 

   Lifelong learning: it is a continuous process that we engage in throughout our lives.

-    Formal learning: learning carried out in a formal didactic or formative frame work, it normally leads to a qualification;

-    Non-formal learning: structured and organized, which nontheless does not lead to a qualification;

-    Informal learning: learning that occurres through family or society, not necessarily an intentional process;

-    Learning: we use the definition given in the United Kingdom by the Campaign for learning which reads: "A process of active engagement with experience. It is what people do when they want to make sense of the world. It may involve an encrease in skills, kwnoledge, understanding, values, feelings attitudes and capacity to reflect. Effective understanding leads to change, developement and desire to learn more".

 

In the first definition the importance and meaning of lifelong learning is underlined, making a distinction between education in scholastic and academic environment.

The second deals with the way in which we conceive learning.

Formal learning entails exchange between teacher and student. Within the exchange pupils are taught by the teachers. On the contrary, lifelong learning stresses the receiver ‘s activities; it can always be the product of formal learning, but has to be carried out in many varied ways and contexts as, for example, ordinary daily life, interaction with people and cultural opportunities.

When one learns in a “public” cultural area, it is a matter of choice more than duty.

Our targets

Under 16: inspire students and young people to ask themselves questions and to relate with teachers and parents as the keepers of knowledge (experiences) and as the indicators of learning paths (civic education).

<16-60>: Social relationships and relational networks, self esteem and sense of belonging (civic education, confront education).

Over 60: Tell to re-elaborate: time of mourn, time of silence, time of word as history is not written by erasing (confront education).

 

 

Approaches to learning[2]

We can define four general approaches to learning which can be used at the same time:

    -    Instructive or didactic approach;

    -    Active or discovery learning;

    -    Constructivist;

    -    Social constructionist.

   

Instructive or didactic approach

An approach that tends to consider the subject as knowledge leading authority and the users as passive and receptive. The institutional culture tends to be hierarchical with great respect given to expert knowledge, at the expense of informal or everyday knowledge (for example, traditional guided tours against experiential activities).

The disadvantage of this approach is that knowledge is selected by ‘experts’. The didactic approach does not allow for different learning styles, since content is transmitted as if everyone learns in the same way.

 

Active or discovery learning approach

Active learning became popular in science museums of the 1970s.

Adopting a discovery learning standpoint suggests that the museum believes that learning will happen best in a relaxed, informal atmosphere, where the distinctions between education and entertainment are blurred or merged.

Museum staff are frequently organised into teams of complementary professionals who develop both exhibits and education content.

Learning is regarded as a process of inquiry that involves roleplaying and activity-based, direct participation by learners, who are seen as participants rather than a passive audience.

It is this approach to learning that underpins interactive exhibits in many contemporary museums.

 

Constructivist approach

Learning is regarded as an active process, as well as a social activity and is carried out through different kinds of learning opportunities, different exhibition styles, learning styles and levels of engagement.

 

Social constructionist approach

This approach assumes that the place of learning is the place in which social, cultural, historical and political knowledge is constructed and negotiated.

Visitors are seen as interpreters who have the right to negotiate this knowledge according to their own identity and position in society. In this context the learners’ class, gender, race, ethnicity, sexuality, religion, and so on become of vital importance to what they bring to bear on their interpretation of knowledge. The context is assumed to be more important than the exhibit or the content. Knowledge is regarded as fluid – in the post-modern sense – in that it is created out of struggle and conflict and is subject to constant change and re-negotiation.

Enrico Belgrado

 




[1] Musei e apprendimento lungo tutto l’arco della vita - Un manuale europeo, a cura di Kirsten Gibbs- Margherita Sani-Jane Thompson, pag. 8 e pag. 13 / Museums and lifelong learning- an european manual, edited by Kirsten Gibbs, Margherita Sani, Jane Thompson, p. 8 and p. 13

[2] Musei e apprendimento lungo tutto l’arco della vita, ibid, pag. 20 / Museums and lifelong learning - an european manual, ibid, p. 20