Casa del vasaio

Il tuo appartamento a Roma...







La Casa del Vasaio è un delizioso ed accogliente appartamento, appena ristrutturato, in un edificio storico in cui è presente il servizio di portineria. E’ ideale per brevi soggiorni di studio, lavoro e vacanza. La casa è completamente arredata e fornita di biancheria per la cucina, il bagno e le camere da letto. Dispone di tre camere da letto doppie (due con letti matrimoniali ed una con due letti singoli) con parquet, di una sala con cucina a vista completamente attrezzata, un bagno con doccia e ripostiglio.


Il Vasaio

Mastro Giorgio Andreoli, conosciuto come Mastro Giorgio, (tra il 1465 e il 14701555), è stato un artigiano italiano, noto come inventore della tecnica del lustro per i vasi.

Si era trasferito a Gubbio nel 1490 con i suoi fratelli Giovanni e Salimbene, anch'essi vasai e vi inventò la nuova tecnica decorativa alla quale è legato il suo nome, ottenuta applicando su una ceramica già cotta una pellicola di sostanze metalliche che, a seguito di nuova cottura a piccolo fuoco, determina effetti di iridescenza.

Questa tecnica non era completamente sconosciuta, difatti fu utilizzata dai Persiani sin dal VIII secolo e successivamente ripresa nelle maioliche ispano-moresca, ma il merito di Andreoli è stato quello di riuscire a perfezionarla.

Il successo del suo lavoro fu tale che da altre località, come Faenza e Pesaro, inviarono pezzi di alta qualità per farli lavorare da Andreoli, che per un certo periodo, venne aiutato nella sua attività anche dai figli Vincenzo e Ubaldo.

Se nei primi tempi, la bottega produsse soprattutto vasellame per uso da tavola, in un secondo tempo, il ventaglio produttivo si allargò e Andreoli operò anche come decoratore pittorico, come appare nella statuetta di S.Sebastiano del 1501, conservata al Victoria and Albert Museum di Londra.

Nel 1498 gli fu concessa la cittadinanza e anche l'esenzione dalla gabella, per un periodo di circa venti anni, segno che il suo lavoro era già in quegli anni particolarmente apprezzato. Successivamente Papa  Leone X, prolungò l'esenzione a tempo indeterminato.



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