MANI
CONTRO ACCIAIO
Un esperto di arti marziali ha messo a punto Special Knife Defense, un sistema per difendersi da un aggressore armato di coltello o altro oggetto contundente. In un corso full immersion, poche semplici regole per portare a casa la pelle con rapidità ed efficacia La cronaca degli ultimi anni registra purtroppo, una sensibile recrudescenza di aggressioni perpetrate con armi da taglio e con armi improprie. Il fatto che esistano poche discipline e tecniche in grado di opporre una efficace difesa specifica, rende la situazione sicuramente allarmante. La difesa da mano armata, seppur prevista e contemplata dalle più comuni arti marziali, mostra tuttavia differenti approcci: o non viene trattata in maniera esaustiva o è riservata a livelli di esperienza superiori. Il seminario proposto dalla Accademia Europea di Krav Maga (Aekm) colma questa lacuna con un “sistema” di recente sviluppo: lo Special Defense Knife (Sdk). Il seminario full immersion della durata di un giorno, cerca innanzitutto di portare maggiore chiarezza e conoscenza riguardo i rischi inerenti le aggressioni con coltelli od oggetti taglienti ed appuntiti (cocci di bottiglia, taglierine etc.) e poi, di insegnare delle tecniche di difesa efficaci indipendentemente dalla preparazione specifica dei partecipanti al corso. Questa scelta è indubbiamente coraggiosa ma lo scopo è di allargare le opportunità di difesa al vasto pubblico piuttosto che agli esperti. Non ha certo la pretesa di coprire tutti i rischi o di formare in una sola giornata una classe di esperti, ma almeno affronta chiaramente il problema senza false illusioni: a partire dal fatto che in una situazione del genere per bene che vada, ci sarà un sopravissuto all’ospedale e non un vincitore assoluto. E neanche insinua false sicurezze: meglio prevenire i rischi con una soglia di allerta sempre alta, trovare spazi ed alternative per sottrarsi ai confronti. Nei casi estremi di aggressioni improvvise o mancanza di vie di fuga però, sapere come difendersi può fare la differenza. ESPERIENZA PLURIENNALE L’ideatore di questo sistema è Bruno Garbi di Torino a cui chiediamo maggiori informazioni circa lo Special Defense Knife ed il suo personale percorso formativo: Mi occupo da più di 20 anni di arti marziali e tecniche di difesa e sono stato Ufficiale Istruttore durante il servizio militare; ho iniziato da ragazzo con il Judo diventando poi istruttore di Jujitsu (2° Dan), ho continuato con gli sport da combattimento quali il Full Contact e la Thai Boxe per approdare nel 1991 al Krav Maga israeliano di cui sono istruttore federale. Nel frattempo ho approfondito le tecniche del Silat indonesiano e del Kali filippino, discipline che prevedono l’uso di bastoni ed armi bianche. Mi sono accorto nel corso del tempo di una certa lacuna riguardo le tecniche di difesa contro le armi bianche e di una distonia negli approcci specifici. In alcuni casi da ritenersi superficiali ed in altri estremamente tecnici o complicati. I casi dell’attualità e la necessità di uniformare possibilmente alcune tecniche che reputavo “universali”, nel senso che si possono applicare indifferentemente sia alle lame che ad altre armi improprie, unitamente alla ricerca di un metodo di facile apprendimento, mi hanno portato alla decisione di sviluppare un nuovo sistema, appunto lo Special Defense Knife, finalizzato e messo a punto nel 2003. Quale è la caratteristica basilare dello Sdk e quali ispirazioni hanno contribuito alla messa a punto del sistema? Ho cercato di selezionare in modo interdisciplinare le tecniche più efficaci ma è sicuramente il Krav Maga che ha contribuito maggiormente alla filosofia di questo sistema: sviluppato dall’esercito israeliano per addestrare in breve tempo reclute impreparate e di ambo i sessi, propone mosse estremamente semplici, efficaci, di facile esecuzione e memorizzazione basate su riflessi naturali, velocità e coordinamento. A sua volta il Krav Maga capitalizza già tecniche di varie scuole e stili ma ho ulteriormente implementato il sistema Sdk con alcune forme derivate dalle scuole americane e francesi di lotta con il coltello. Perché queste implementazioni particolari, visto che prevedono delle vere e proprie tecniche di “combattimento” con l’arma bianca? Perché mi sono accorto che non ci si può approcciare allo studio di tecniche difensive se non si analizzano i presupposti tecnici del maneggio e la mentalità della scherma con il coltello: sarebbe un grave errore. Soprattutto serve a rivelare il modus dell’aggressore e a prevedere le opportune parate. Non è stato facile tuttavia selezionare tra queste tecniche, quelle essenziali e presentarle in modo didattico appropriato. Vi sono però altre novità, abbiamo notato l’insegnamento all’uso di strumenti di difesa improvvisati e di uso comune. Certo, se è vero che siamo normalmente disarmati è anche vero che sarebbe stupido non usufruire di qualsiasi strumento a portata di mano per difenderci da un aggressore armato! Molti oggetti quotidiani possono aiutarci nella difesa: penne o marker, il mazzo di chiavi (solitamente pesante) che ci portiamo appresso, una agenda. Da quanto tempo presentate questi seminari e chi li segue in generale? Sono circa tre anni che li presentiamo insieme a dei Summer Camp più specifici sul Krav Maga e sono generalmente della durata di un giorno, full immersion. Abbiamo avuto una buona adesione di addetti ai lavori quali elementi delle più disparate forze dell’ordine, di sicurezza in generale ed enti militari ma, la maggior parte dei frequentatori è gente comune con una discreta quota di donne. Sono disponibili comunque a richiesta, corsi più completi e più articolati per aziende od enti della sicurezza. TECNICHE SEMPLICI Abbiamo avuto modo di seguire da vicino il seminario Special Defense Knife nella sede estiva di Roccaforte Mondovì. Si inizia subito con la presentazione delle finalità del corso, spiegando innanzitutto i rischi di un incontro ravvicinato con un coltello o qualsiasi altra arma tagliente. Vengono mostrate le zone più vulnerabili del corpo umano sensibilizzando l’uditorio a non sottovalutare la pericolosità del confronto e a proteggere immediatamente con una corretta postura queste zone. In caso di attacco e se è preclusa ogni via di scampo allora, sarà meglio imparare come parare, contrastare e rispondere all’attacco. Viene poi mostrato come reagire in modo quasi automatico e sensato, secondo linee di parata o bloccaggio in modo da allontanare e deviare innanzitutto, l’arma dal proprio corpo. Vengono anche mostrati i più comuni errori di postura o tecniche controproducenti. Dopo l’apprendimento delle basi essenziali di ogni tecnica, i partecipanti si impegnano nello sparring a coppie, alternandosi nei ruoli di aggressore e aggredito, sistema comune a tutte le arti marziali. Come attrezzi di allenamento vengono usati coltelli da esercitazione in plastica con lame non rigide della Cold Steel, sia nella tipologia Bowie che a daga (ossia a doppio filo); per la simulazione di lame più corte come i chiudibili, si utilizzano invece dei corti bastoncini di faggio altrettanto efficaci per l’insegnamento. Per ovvie ragioni di sicurezza in molte esercitazioni, vengono indossati speciali occhiali antinfortunistici di tipo chiuso. Oltre alle parate si insegna l’immediata reazione con colpi mirati e ripetuti alle parti vulnerabili dell’aggressore, per rompere immediatamente il contatto e portarsi in salvo. Questa parte è essenziale: la risposta decisa e violenta serve non solo a salvarsi la vita ma a destabilizzare l’aggressore inducendolo a riconsiderare l’opportunità di continuare l’attacco. Dalle parate alle prese, attraverso le tecniche di disarmo utilizzando torsioni e leve articolari, si giunge all’impiego alternativo di strumenti di difesa improvvisati come penne, chiavi ed altri oggetti comuni. Molti attacchi vengono perpetrati ad esempio, durante l’apertura della propria auto o della porta di casa ed in questi casi, le chiavi sono già nella mano… Le esercitazioni sono dinamiche e cadenzate in crescendo, senza spingere in modo forsennato: uno degli obbiettivi del seminario è riuscire a “innestare” poche ed efficaci mosse nella testa degli allievi. A completamento della giornata vengono illustrate varie tipologie di coltelli in modo da riconoscere a prima vista le capacità lesive e le caratteristiche d’uso, a tal proposito vengono mostrati con grande impatto visivo gli effetti di taglio su funi e materiali di vario genere: un memento senza dubbio efficace. Bruno Garbi riesce a tenere alta la concentrazione dei partecipanti focalizzando di volta in volta, gli aspetti essenziali delle tecniche, imperniati soprattutto su movimenti naturali ed intuitivi ma non per questo, meno efficaci. Durante lo sparring è pronto a correggere le impostazioni sino alla completa assimilazione della tecnica, associata alla necessaria fluidità di movimento. In questo è sicuramente agevolato dalla pluriennale esperienza come istruttore ma è anche apprezzabile per una capacità incontrata davvero poche volte nei corsi: quella di saper sdrammatizzare all’occorrenza, senza cadere nella superficialità. L’approccio del sistema Special Defense Knife è interessante, la chiave è l’essenzialità abbinata all’efficacia, la capacità di affrontare differenti tipologie di armi (dato che le linee di offesa si sovrappongono indipendentemente dallo strumento) sfruttando mosse flessibili. L’intuitività delle tecniche di base rende più semplice la memorizzazione ed in questo senso, sfrutta appieno la filosofia del Krav Maga. L’assimilazione di tecniche selezionate tra tutte le discipline e la conoscenza di base del maneggio del coltello (trascurato in passato per remore di varia natura) sono gli elementi fondamentali ed innovativi dello Special Defense Knife.
Per informazioni ed iscrizioni: Segreteria Special Knife Defense: +39 333 4268440 ARMI E TIRO, Febbraio 2009 - Claudio BIGATTI
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