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In questo settore troverete le recensioni e le news relative al settore musica (recensioni di concerti, album e notizie varie)

Vinicio Capossela - "Ovunque proteggi" Tour

pubblicato 15/feb/2009 07:59 da simone manzi

21 luglio 2007

ITALIA WAVE
Florence-Tuscany

 

 

Nell'afosa Firenze di piena estate sale sul palco alle 00:10 il "caleidoscopio" Vinicio Capossela…
Indossa una giacca demodé, cappello scuro, una maglietta con su scritto Nostra Signora…
Ad un polpaccio un calzare indiano.
Inizia con "non trattare" questo concerto quasi gratuito di fronte a migliaia di persone festose.
L'aria che si respira è quella della festa, grazie all'ampio spazio fruibile e anche al basso prezzo del biglietto (da non sottovalutare).
….Ma dicevo….entra così Vinicio e insieme alla sua band è "non trattare" una delle prime canzoni in scaletta.
"Moscavaltza" segue di li a poco e l'abito è di nuovo cambiato: un qualcosa di simile ad un russo in divisa, buffo però ed anche un po' ubriaco a guardarlo!
Le canzoni dell'ultimo album, a mio parere molte delle quali un po acide, hanno così un nuovo "abito" ed è piacevole il risultato.
Ci scaldiamo noi giù dal palco insieme a loro sopra così si susseguono i brani e i travestimenti….
Sarà un corvo "torvo", un capitano su di una barca che affonda in "SS. dei naufragati", avrà una maschera da medusa in "medusa", un cappellaccio da messicano in uno dei suoi brani un po' accaldati che puzzano di tequila e locali pieni di puttane.
Assistiamo in questo modo ad uno spettacolo quasi teatrale, rocambolesco dove lui è il mattatore e noi ne siamo matati.
Che bello saltare in mezzo alla polvere e divertirsi davvero, durante "l'uomo vivo", ancor più mentre suona "il ballo di san Vito".
Certamente non mancano i suoi brani più melanconici e dunque la poesia di "ovunque proteggi"; alla fine della quale dirà: "abracciatevi…abbracciatevi…".
Durerà circa due ore lo spettacolo ed alla fine eseguirà "il ballo del veglione", ma c'è stato il tempo in mezzo per camuffarsi di nuovo, presentare la band in abito da centurione ecc. ecc. ….ci saranno rose rosse cadute e coriandoli a colorare e poi alla fine…..come degli spari!!
Il bandolero Vinicio sembra cadere sotto i colpi, cade teatrale….gli altri che lo portano via trattenendolo per braccia e gambe….
Torneranno poi, sarà un lungo applauso a chiudere e celebrare questa notte di ottima musica e poesia.
Alla prossima Vinicio.

 

Andrea Pucci

Paolo Conte - live -

pubblicato 12/feb/2009 09:40 da simone manzi

Paolo Conte live 06/08/’05

Cittadella del Carnevale Viareggio

 

Lo spazio è quello che normalmente durante l’anno ospita i carri del Carnevale, la loro preparazione, l’allestimento ecc.

Ci sediamo in una specie di Teatro all’aperto..tutti i posti sono a sedere, c’è un pubblico vario riguardo all’età e pure al modo in cui è abbigliato.

Non siamo proprio vicini ma grazie al mio binocolo, riuscirò a vedere bene ciò che voglio.

Il palco è sobrio…poche luci molto soft….una strumentistica tipicamente jazz attende il cantautore astigiano…..

All’improvviso, quando già gli strumentisti l’attendono, entra Paolo; vestito da un completo grigio, sotto una maglia nera e scarpe del medesimo colore….elegante insomma ma senza esagerare!

Si siede, dopo aver salutato, al piano ed inizia lo show: fra i primi brani troviamo Sparring partner, Come di, presto però anche un gran pezzo dall’ultimo cd come Elegia…

Conte è sobrio, si rivolge pochissimo al pubblico, che certo non lesina applausi; anzi  lo incita e lui ringrazia ma senza proferir parole nei nostri confronti.

Il concerto prosegue ed è bello ascoltare ogni strumento vibrare dato che l’acustica è ottima! È entusiasmante seguire i tre sax che si alternano..il contrabbasso, lo xilofono, e grandissimo è il chitarrista che in alcuni pezzi dimostra un virtuosismo esagerato.

Muove la mano avanti e indietro sulle corde con una velocità incredibile, instancabile producendo un suono particolarissimo…e per tutta la durata del brano…che alle volte non è poca!! Veramente bravo……..

Sfilano poi brani storici e magnifici come Sotto le stelle del jazz, Max, Gong-oh…

Si ascolta tutto con piacere e non c’è nessuna sbavatura nell’esecuzione dei brani; alle volte ci sono piccole variazione negli arrangiamenti ….

C’è grande partecipazione emotiva quando l’astigiano canta Genova per noi, Alle prese con una verde Milonga…pezzi veramente da pelle d’oca.

Poi Paolo si alza in piedi e canta due brani senza suonare il piano, lo lascia suonare ad altri due personaggi e poi alla fine ficca la testa in mezzo ai due come per ringraziarli.

Ritorna poi al suo posto, (beve da un bicchierino; forse un Whiskyno!), esegue Sandwich man dall’ultimo Lp, Molto lontano, di qui a poco finisce la prima parte e tutti i musicisti lasciano il palco fra gli applausi.

Rientrano e via si riparte alla grande con un brano speciale come Bartali, ….poi Via con me che tutti un pò cantiamo ….

Lo spettacolo va avanti e va ancora…Gli impermeabili, Un gelato al limon.

Escono, gli applausi lo richiamano, due brani, riescono, rientra solo lui e di nuovo Via con me….veloce veloce, nuova quasi……..gli applausi davvero, poi lui esce saluta fa un inchino….se ne va ………alla prossima volta vecchio “Conte”…

Una grande esperienza e una lezione di stile…………e di umanità…….

 

Andrea Pucci  

 

Franco Battiato a Teatro...

pubblicato 12/feb/2009 09:33 da simone manzi

25 aprile a teatro

Orchestra della Toscana

Franco battiato

Teatro Verdi  Firenze

 

 

Una grande occasione mi era apparsa questo concerto del 25 aprile: una serata con Battiato, il filosofo Manlio Sgalambro, accompagnati dall’ORT; Orchestra regionale della Toscana.

Perlopiù con ingresso ad invito presso il Teatro Verdi di Firenze.

Insomma, ho avuto il biglietto il giorno prima grazie ad una amica e quella sera ero lì, splendido, in platea.

Un bel pubblico, misto tra ragazzi giovani e uomini maturi, tra belle giacche e t-shirt sportive…una bella eterogeneità insomma.

Alle 21.10 entra l’Orchestra fra gli applausi ed inizia suonando l’inno di Mameli, alcuni si alzano e lo cantano assieme!

Ci sediamo di nuovo ed entra così l’alter ego di Battiato, in questi ultimi anni, Sgalambro: sobrio ed in parte distante inizia la serata recitando alcune poesie; preludio alla serata.

Lascia poi la scena ed allora tra gli applausi copiosi arriva Franco Battiato, saluta gentilmente e si accomoda su di un divano coperto da un tappeto damascato; come è suo solito in queste occasioni..

È forte l’emozione poiché è la primissima volta che vedo il “maestro” dal vivo!

È l’inizio e ha scelto tra le primissime canzoni un pezzo di Sergio Endrigo: “aria di neve”, subito così si espande il cuore e la mente ai ricordi che evocano queste parole struggenti e la loro interpretazione.

Sono molte durante la serata le canzoni che Battiato e l’ORT eseguono, tratte dal repertorio di altri artisti: Impressioni di settembre della P.F.M., Col tempo sai di Leo Ferrè, altre ancora dall’album Fleurs 3.

Tra l’Orchestra e Battiato c’è uno splendido connubio e come ho già detto è semplice chiudere gli occhi e correre indietro sul crinale delle emozioni e dei ricordi..

Battiato e Sgalambro non sono mai insieme sul palco, tranne per l’interpretazione de “La porta dello spavento supremo”; bellissimo momento, veramente intenso!

Scorrono così i brani ( a completare la “Poesia”, accanto a me una giovane mamma in dolce attesa accarezza il ventre; suo figlio), Strade dell’est, La cura, E ti vengo a cercare, Tra sesso e castità..

Torna poi Sgalambro ed è la volta dell’interpretazione, carina e sentita, de La mer .

Le sorprese certo non mancano e dunque , durante L’era del cinghiale bianco, si alza un retro sipario e svela il trio degli FSC: giovani ragazzi rock che rinvigoriscono con chitarra, basso e batteria il repertorio suonato.

Così Battiato si alza in piedi, balletta, si fa insomma tutto meno formale ma non meno piacevole!

Scorrono allora altre canzoni e l’ultima , troppo presto!, a suggellare la serata è Gli uccelli durante la quale tutti salutano…ci avviciniamo anche verso il palco, alcuni stringono le mani al “maestro” che..anche stasera ha regalato una infinità di emozioni a coloro presenti.

Grazie

 

Andrea Pucci

Pearl Jam - live

pubblicato 12/feb/2009 09:25 da simone manzi   [ aggiornato in data 12/feb/2009 09:32 ]

Pearl Jam

Pistoia, piazza Duomo

20 settembre 2006

 

Pistoia, piazza Duomo …a suonare nella bella piazza toscana ci sono proprio i Pearl Jam, al termine di un tour grandioso in giro per la penisola!

La piazza è gremita quando intorno alle 19.15 sale sul palco Eddie e poi la band e nello stupore di tutti eseguono Interstellar Overdrive dei Pink Floyd…fantastico inizio e aperitivo sfizioso di quel che sarà poi il concerto vero e proprio.

Infatti alle 21.05 in punto , quando ormai è calato il sole, salgono trionfanti sul palco gli “amici di Seattle” facendo scatenare la folla sulle note di Corduroy..i diecimila esplodono in un boato …è un bagno di folla!

Eddie ha i capelli lunghi come un ragazzo appena un po’ cresciuto..anche gli altri tengono il botto dei loro quaranta anni circa…

Scorrono i pezzi a raffica con rearview mirror, life wasted, world wide suicide..Eddie è in gran forma e salta, balla e si rivolge a noi , leggendo da un foglio, in italiano salutando…presto si volta e di fianco alla batteria “trova” una bottiglia di vino che stappa e inizia a bere….gradendo il vino italico…

Si scalda l’atmosfera e così la folla invogliata canta canta i pezzi incredibilmente a memoria…quasi fossimo in U.S.A., arriva il momento di uno dei pochi pezzi lenti: Elderly woman behind the counter in a small town, è così un fuoco di accendini e ancora voci al cielo..

I pezzi vanno avanti e ad un certo punto Eddie sfrutta la sua chitarra e la luce e rifrangendola illumina la massa, il campanile fino alla cima in un crescendo di musica ed emozioni incredibile…saluta così a suo modo piccoli gruppi affacciati alle finestre dei vecchi palazzi sulla piazza….

Cosi si va avanti…continui cambi di chitarra, salti su e giù per il palcoscenico…si avvicina pure alla gente giungendomi a pochi metri aggrappandosi alla impalcatura, salendovi come un tarantolato e da li in alto ci guarda  e continua ad intonare le sue bellissime canzoni con quella voce che non ti tradisce mai…rauca, forte..sempre sicura che davvero ti dà come un senso di liberazione da quel che puoi portar dentro di poco sicuro.

Quella povera asta del microfono  viene strinta e maltrattata quando Eddie con tutto il suo peso ci si aggrappa quasi andando giù!

Scorrono così circa tre ore con due pause di pochi minuti…

Alla fine dopo balli, la chitarra che vola lanciata in aria, il vino che sgorga , i saluti in italiano e con una scoppiettante yellow ledbetter, dove il “ragazzo” suona pure dei tamburelli che lancia al pubblico uno dopo l’altro, termina il concerto….tra gli applausi veramente meritati…la band ringrazia e Eddie conclude così:”Abbiamo passato una bella settimana in Italia, la prossima volta sarà per un mese o, chissà, per tutta la vita…”.

Sarebbe davvero bello ma già aver vissuto con loro queste tre ore in piazza sudando estasiati, è una bella soddisfazione.

 

Andrea Pucci

 

 

Ecco la scaletta della serata:

 

 

Interstellar Overdrive, Corduroy, Rearviewmirror, Life Wasted, World Wide Suicide, Severed Hand, Unemployable, Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town, Dissident, 1/2 Full, I Got Id, Even Flow, Come Back, Not For You(Modern Girl), Breath, Given To Fly, Why Go, Comatose, Porch

Last Kiss, Hail Hail, State Of Love And Trust, Black, Crazy Mary, Alive

Last Exit, Do The Evolution, Wasted Reprise, Better Man, Spin The Black Circle, Rockin' In The Free World, Yellow Ledbetter

 

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