Da pochi giorni il parlamento ha approvato il decreto per la sicurezza sul lavoro,dopo la recente tragedia consumatasi a Molfetta(BA), dove altri operai hanno perso la vita svolgendo il proprio lavoro.
Non voglio entrare nel merito del decreto che consta di troppe pagine, ma vorrei fare alcune considerazioni prendendo spunto da una realta' che mi e' vicina, che vivo e che altri come me continuano a vivere.
Lavoro in un'azienda metalmeccanica (che di metalmeccanico ha solamente il contratto), di recente esternalizzata ad una (la chiamano cosi) multinazionale americana che lavora per conto terzi.
Di fatto la nostra produzione non e' cambiata: quello che facevamo prima, facciamo anche adesso (a dire il vero facciamo un po' meno, visto che le commesse non arrivano....brutto segno). In dettaglio produciamo apparati per il radio-mobile. Non ci sono fonderie, non ci sono catene di montaggio con robot che ti possono schiacciare, non c'e' niente che possa ricordare da vicino, un operaio metalmeccanico con la sua bella tuta blu, sporca e pregna di sudore, frutto del lavoro.
Il paesaggio che si vede da noi, e' costellato da stazioni per il montaggio componenti, stazioni di collaudo, forni per saldare componenti e via dicendo. Tutta una serie di attivita' che per quanto piu' sicure di un altoforno, non sono esenti da rischi e da problemi derivanti la sicurezza.
Tra i tanti rischi ai quali siamo sottoposti, c'e' quello dell'avvelenamento da piombo, malattia professionale riconosciuta, che puo' essere causata dall'inalazione delle esalazioni di chi opera con il saldatore o e' a stretto contatto con i forni che producono le piastre.
Altro rischio e' quello di morire fulminati da una bella tensione continua a 48V, che non verra' mai intercettata dai, non so quanti, interruttori magnetotermici non adatti per quella tensione.
Insomma, rischi ce ne sono anche da noi, come in qualsiasi realta' produttiva. Tuttavia, nonostante abbiamo da poco votato per la nostra RSU, dei rappresentanti della sicurezza, ancora non se ne parla.
Forse stanno aspettando che anche noi contribuiamo al triste elenco dei morti sul lavoro, chissa'?!?!?
Ma non e' di questo che voglio parlare.
Nel decreto si e' parlato di un certo inasprimento delle pene e sanzioni per chi non si mette in sicurezza.
Leggi, pene e sanzioni, esistevano anche prima, non sono certo nate due giorni fa.
Quello che a noi manca, e se mi permettete manca in tutta Italia (al SUD forse di piu') e' la volonta' di rispettare le regole!
Cerchero' di essere piu' preciso.
Nella mia azienda, prima dell'esternalizzazione, i rappresentanti della sicurezza venivano scelti, molto anti-democraticamente, tra i primi candidati della RSU delle tre correnti sindacali.
E' risaputo che la precedente RSU, era composta da una massa di ignoranti e bifolchi (perlopiu'), adatti a svolgere una miriade di compiti su questa terra, meno che quella di rappresentare i lavoratori, visto che loro il lavoro non sanno manco dove sta di casa.
La loro condizione di (beata)ignoranza totale e sudditanza completa verso l'azienda li ha portati a farsi i fattacci loro (per anni), usufruire dei permessi retribuiti (che sommati a quelli sindacali fanno un discreto bottino di ore, da sfruttare sempre per i fattacci loro) e fottersene altamente di tutte le problematiche legate alla sicurezza nella nostra azienda.
Con simili personaggi, vi renderete conto a cosa siano servite, le lamentele dei lavoratori riguardo le serie problematiche sulla sicurezza, riscontrate in passato e mai sanate.
Tutte parole al vento, visto il rapporto di sudditanza dei bifolchi con l'azienda (altra massa di fetenti dal colletto bianco, ma dall'animo nero,come i loro sudditi).
Ecco quindi che mi vengono a cadere, i mille e piu' decreti che questo Stato puo' emanare quando il primo scoglio da superare, e' proprio in azienda e quando lo affronti sei solo e non sai che fare.
Chi meglio del lavoratore conosce i rischi della propria professione? Chi meglio di lui puo' consigliare e vigilare ai rappresentanti della sicurezza, le inadeguatezze e non conformita'?
Nessuno meglio del lavoratore puo'!
Peccato che la sua voce venga troppo spesso soffocata dall'ignoranza, dai sindacati compiacenti, dalle aziende spietate, dai manager incompetenti, dai colleghi codardi, da tutte quelle problematiche che hanno portato l'Italia nel baratro, nel quale siamo caduti e dal quale filtra talmente poca luce, che diventeremo cechi, incapaci di distinguere l'amico dal nemico. Ed ho l'impressione che stia gia' accadendo.