[start] Babsi Jones


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Una vera storia di guerra non è mai morale. Non è istruttiva, non incoraggia la virtù, non suggerisce modelli di comportamento né impedisce che gli uomini facciano le cose che hanno sempre fatto. Se una storia di guerra sembra morale, non credeteci.

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A true war story is never moral. It does not instruct, nor encourage virtue, nor suggest models of proper human behavior, nor restrain men from doing the things men have always done. If a story seems moral, do not believe it. 

[Tim O'Brien, The things they carried]


Babsi Jones è nata a Milano la notte di capodanno del ’68 in una casa popolare. Espulsa dal liceo (accusata di “fuori tema a scopo sovversivo”), per lunghi anni sopravvive in uno squat a Londra e scrive improbabili recensioni discografiche. Nel '92 dà fuoco a tutti i suoi taccuini, salvando soltanto alcuni ambigui pass all areas, e fugge nella Valle d'Itria, dove studia con attenzione maniacale i testi di Heiner Müller e di Bill Burroughs. Nel '98 l’incontro con Emir Kusturica la balcanizza: viaggia nella ex-Jugoslavia devastata dalle guerre e studia serbo mentre cadono le bombe umanitarie su Belgrado. Di ex-Jugoslavia, e in particolare di Kosovo, si occupa tuttora. In qualità di “jugoslavista” ha collaborato con un’agenzia stampa ora defunta, e ha pubblicato un cantico balcanico su “Nuovi Argomenti” (numero 32). Ha finito di scrivere un quasiromanzo ambientato nella città divisa di Mitrovica nei giorni del pogrom antiserbo, che uscirà per 24/7 - Rizzoli nell'autunno 2007. Due suoi racconti sono inclusi nell'antologia "Voi siete qui" (ed. Minimum Fax). Ha come manifesto letterario l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e come quaderno di esercizi pubblico UN (nuovo!) BLOG.