Venerdì 06 novembre 2009 - Dep Art - Grottammare - ore 17.30 Laboratorio gratuito di fumetto al DepArt che si inserisce nel vasto ed articolato programma della quindicesima stagione dell’associazione culturale Blow Up. Dodici incontri rivolti a ragazzi dai 15 ai 30 anni per conoscere l’opera di tre geni visionari: Alan Moore, Nikola Tesla e Ray Kurzweil. L’iniziativa prenderà il via venerdì 6 novembre e proseguirà nei giorni di mercoledì (18-25 novembre, 2-9-16 dicembre) e venerdì ( 6-13-20-27 novembre, 4-11-18 dicembre) dalle 17.30 alle 19.30 presso il Dep Art di Grottammare, nel Piazzale della Stazione. Al workshop, condotto da Maicol e Mirco dei SUPERAMICI, con la partecipazione straordinaria degli illustratori Angelo Maria Ricci e Gianluigi Capriotti, seguiranno la performance video-teatrale a cura di Teatro AnnA e Associazione Culturale Blow Up (22 gennaio 2010, ore 21,30) e l’allestimento di una mostra dei disegni e delle immagini (foto e video) realizzate nel corso del laboratorio e della perfomance, al Museo dell’Illustrazione Comica (23 gennaio/14 febbraio 2010). Nel corso del laboratorio sarà chiamato in causa il genio più visionario che il mondo dei comics abbia mai partorito: Alan Moore. Un uomo e un artista che ha prestato il suo genio da scrittore (La voce del fuoco) al mondo delle strisce e delle nuvole realizzando così alcune tra le più belle opere di comics (Watchmen, V for Vendetta, From Hell, Swamp Thing, Promethea, Sacco amniotico, Serpenti e scale). Ma oltre che ad Alan Moore, il laboratorio si prefigge di avvicinare gli iscritti alla scienza visionaria e per questo vicina alla fantascienza e al mondo dei fumetti di altri due uomini straordinari: Nikola Tesla e Ray Kurzweil». Gli argomenti del workshop saranno approfonditi attraverso la proiezione di tre film seguiti da un feedback e da un approfondimento prima di passare alla fase creativa e realizzativa delle tavole e delle strisce. Inoltre, verranno mostrati i lavori di Moore e i fumetti già esistenti ispirati a Tesla e potenzialmente ispirati alle teorie avveniristiche di Kurzweil, teorico della singolarità tecnologica e quindi dell’intelligenza artificiale e dell’immortalità degli uomini-androidi. Per informazioni e iscrizioni è possibile inviare una mail a c.a.g@libero.it telefonare al numero 334.6409773 o visitare il gruppo Facebook "Centri di Aggregazione Grottammare". Venerdì 06 novembre 2009 - Sala Kursaal - Grottammare - ore 21.30 Ingresso con Tessera F.I.C. 2009/10 (€ 5) - Biglietto € 3 Servizio di Report sull’olfatto e il gusto I cinque sensi di Jeremy Podeswa (Canada 1999, 105’) La storia narrata dal film si svolge in tre giorni, durante i quali cinque personaggi lottano contro la progressiva perdita di uno dei cinque sensi. A fare da sfondo a tali crisi esistenziali è un fatto di cronaca: la scomparsa di una bambina, proprio nel parco di fronte al quale vivono o lavorano queste cinque persone. Cinque diverse storie che si intrecciano l'una con l'altra. Un inno all'amore e alla vita che insegna come, nelle difficoltà, la cosa migliore sia quella di affidarsi ai propri sensi. Cinque sensi, cinque personaggi alla ricerca di una relazione umana stabile ed una bambina scomparsa che cattura l'attenzione di pubblico e media. Il film si presenta come un dramma corale (epico-intimista nella definizione dello stesso autore) che rimanda in prima battuta alla costruzione "Altmaniana" (America Oggi), un'amara esaustiva riflessione sulle difficoltà dell'esistenza quotidiana in ogni sua componente: il piacere, l'amore, le relazioni familiari, il dovere, la presenza della morte. In sintesi, il regista rappresenta l'impotenza dell'uomo a rapportarsi in modo sano e sereno col mondo esterno, a convivere senza traumi con quel caso-destino la cui presenza invisibile condiziona l'umanità quanto la sua inspiegabilità. Un "caso" spogliato di qualsiasi lato seducente e mostrato nel suo aspetto più pesantemente "esistenzialista": un'angosciante sensazione di predestinazione e impotenza che grava sui personaggi logorandoli o "deviandoli". Questa difficoltà di convivenza con l'esterno è simboleggiata in modo efficace ed appropriato dall'"abnorme" funzionamento di uno dei sensi da parte dei cinque protagonisti dello stabile (ma in realtà anche i personaggi di contorno hanno uno stretto legame con un particolare senso), centro narrativo del film nonché palese sineddoche della città contemporanea: un oculista che perde progressivamente l'udito; un'adolescente "infettata" dal voyerismo deviato del padre, morto da qualche tempo; sua madre, massaggiatrice, che cerca di ritrovare il gusto della vita attraverso il piacere che le procura il con-tatto con i suoi clienti; una ragazza snob che sacrifica il sapore delle sue torte all'altare di un'estetica fuori luogo; il suo migliore amico, gay addetto alle pulizie del palazzo, che cerca di trovare negli amanti passati il profumo dell'amore. I sensi sono infatti proprio il mezzo con cui l'uomo si rapporta col mondo, e la malfunzionalità di uno di questi rappresenta la difettosa relazione con gli "oggetti" esterni, soprattutto gli altri esseri umani, che più di tutti "determinano" l'andamento della nostra vita, facendosi "nostro destino"; e così la paura degli eventi diventa diffidenza e paura degli altri che può sfociare nell'isolamento o nell'aggressività. Stagione 2009/2010 - I sensi e il cuore |

