Pedemontana

IL TEATRINO DELL’IPOCRISIA

Ovvero perchè tutti, tranne i Verdi, hanno finto di essere contro la Pedemontana. Torniamo ancora a parlare di questo argomento, forse abusato in questo periodo, ma che rispecchia in modo emblematico l’andamento della politica Italiana e locale. Siamo tutti consapevoli che questa autostrada segnerà e condizionerà in modo indelebile lo sviluppo futuro del nostro territorio e possiamo, a ben ragione, ritenere che rappresenti il simbolo di come si intenda, da parte di chi invoca a gran voce la realizzazione di questa opera, un “progetto di sviluppo“, un modello da seguire nella configurazione futura dello sviluppo del nostro territorio e più in generale della società. In questi giorni, complice gli effetti dalla crisi finanziaria e strutturale del mercato “globale”, assistiamo a proclami di vario genere che, per fortuna in molti casi, sottolineano la necessità di rivedere anche sul piano economico e industriale gli attuali modelli di sviluppo e saper trasformare questa crisi in una opportunità di cambiamento. Da noi purtroppo si assiste invece sempre allo stesso copione ed è di questi giorni infatti la riconferma da parte del nostro Governo della convinzione che saranno nuove strade e il ponte sullo stretto di Messina a rilanciare l’economia. Da noi quindi il termine “infrastrutture” non si riferisce ad un effettivo desiderio di fornire nuovi e più moderni strumenti e servizi per i cittadini e le imprese, ma più semplicemente alla costruzione di nuove strade. Sono queste considerazioni a motivare la nostra contrarietà alla Pedemontana, perché noi non possiamo condividere un modello di sviluppo che privilegi ancora una volta scelte che nel passato hanno portato a disastrose conseguenze, non solo sul piano ambientale, ma anche coinvolgendo molteplici aspetti della nostra vita quotidiana, individuale e collettiva.  (gennaio 2009)

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