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Esposizione Etrusca

Fino all’ 8 Marzo sarà possibile assistere alla mostra sugli Etruschi, che si svolge al Palazzo delle esposizioni in via Nazionale 194, ovviamente a Roma. È l’occasione ideale per cercare di capire meglio l’universo misterioso di questa popolazione, prima avversario temibile della prima Roma e poi, semplice popolo sottomesso e inglobato, una volta che questa conquistò un potere sempre più grande.

La mostra è organizzata su iniziativa della Regione lazio - Assessorato alla Cultura Spettacolo e Sport con la diretta partecipazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un supporto decisamente di valore per una mostra importante. La mostra è divisa ideologicamente in due parti che raccontano due diversi periodi storici: il primo con lo sviluppo delle diverse città Etrusche e la loro progressiva differenziazione da un punto di vista artistico ma più generalmente culturale. Il secondo invece, racconta dei rapporti delle eterogenee città con la crescente potenza di Roma e del loro rapporto di reciproca influenza e antagonismo.

 

La prima parte si concentra quindi nella descrizione delle principali metropoli etrusche che furono: Veio, Cerveteri, Vulci e la famosa Tarquinia.

 

La prima (Veio) è la città della coroplastica, ovvero la produzione in terracotta che serviva a ricoprire i tetti degli edifici. Nel Palazzo è presente anche una ricostruzione di una parte del Tempio di Apollo con le statue di Apollo, Latona ed Eracle poste alla sommità del tetto.

 

Il nome di Cerveteri è legato principalmente alla celebre necropoli e la mostra relativa si basa quindi sull’ architettura funeraria legata alla celebre necropoli. Si può poi osservare un intero sepolcro, a grandezza naturale, che dà nuova vita ai cerimoniali di epoca arcaica, in cui grande importanza veniva data al culto degli antenati.

 

La mostra su Vulci è basata principalmente sulla scultura monumentale in pietra locale e sulle opere del vicino centro di Ischia di Castro che, raffiguravano animali mitici, collocati all’ingresso delle tombe. Insieme a Cerveteri, Vulci era una delle principali mete commerciali dei grandi flussi provenienti dalla Grecia, con la quale si commerciava in pregiate ceramiche che poi raggiungevano tutti gli altri centri minori dell’Etruria. Immancabili sono i grandi vasi, capolavori della pittura greca, che influenzarono notevolmente la cultura figurativa etrusca.

 

Infine, la più famosa di tutte, Tarquinia. Per questa città sono esposte oltre cento tombe affrescate tra l’età arcaica e quella ellenistica, che fanno della città la più grande pinacoteca del mondo antico prima di Pompei. Le tombe furono ritrovate agli inizi degli anni Settanta nell’area sacra di Gravisca, l’antico porto di Tarquinia, e il ritrovamento è stato fondamentale per lo studio dell’ economia che ha animato i rapporti commerciali nel Tirreno, testimoniando per la prima volta l’apertura in suolo etrusco di un emporio utilizzato principalmente da mercanti greci. Il santuario di Gravisca viene rievocato grazie all’esposizione dei molti ex-voto dedicati dai frequentatori, e anche attraverso la ricostruzione virtuale del sacello di Adone, dove venivano celebrate le feste che scandivano ogni anno il ciclo di morte e rinascita del giovane eroe.

 

L’accesso al Palazzo delle Esposizioni, dove potrete vedrere questa e anche altre mostre, costa 12,5 euro, ridotto 10 euro.

 

Se volete conoscere più da vicino l’Arte e la Storia Etrusca, questa mostra è un ottimo punto di partenza. Prenotate allora un appartamento Roma in centro che vi permetterà facilmente di accedere alle più importanti esposizioni. Gli appartamenti a Roma sono una valida alternativa agli hotel e una soluzione siuramente più “familiare” e “intima”.