"Ed io protesto" a Ripalimosani (CB)

Riflessioni dopo una notte magica in un paese del Molise 

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Il 13 agosto 2007 a Ripalimosani in provincia di Campobasso si è tenuta una particolare rappresentazione teatrale. “ E io protesto!” il titolo dell’opera e l’Autore si chiama Mario Tanno, noto animatore culturale locale. La regia è stata affidata a Massimo De Vita del Teatro Officina di Milano.

L’opera rappresenta tre secoli di storia del paese di Ripalimosani, attraverso la documentazione e la conseguente messa in scena dei soprusi ricevuti dal popolo ad opera di potenti e prepotenti del luogo. Uno spettacolo davvero bello che ha combinato da un lato il lavoro di ricerca storica e di redazione del testo, ove si sono combinati lingua italiana e dialetto ripese, dall’altro il lavoro di direzione e regia da parte di un noto uomo di teatro.

Un’alchimia perfetta che combina la cultura popolare di chi vive il paese con la capacità di sintesi di chi fa il teatro in una capitale della cultura come Milano.

Ho apprezzato molto due cose: da un lato un testo asciutto e per niente retorico con un uso poetico ma realistico del dialetto, redatto con sapienza e con amore da Mario Tanno, e dall’altro lo scampato pericolo di interpretare in chiave folkloristica ciò che in realtà è storia locale, frutto della sapiente interpretazione di Massimo De Vita. Vi rimando a questo link se volete approfondire le conoscenze in merito all’opera. http://www.eioprotesto.splinder.com

L’aspirante paesologo veteroautostoppista è chiamato però a mettere in evidenza alcuni punti.

Qual è l’elemento che fa si che un paese di 2588 abitanti possa realizzare un progetto teatrale cosi bello e cosi ambizioso? Sicuramente la presenza che gli storici definirebbero accidentale di uomini di cultura come Mario Tanno, ed il legame affettivo e di radici del maestro Massimo De Vita. Ma cosa fa si che un piccolo paese possa in qualche modo avere una cosi grossa vitalità in modo che tutta la popolazione possa in qualche modo essere predisposta ad essere coinvolta in un progetto di tale portata?
Il paese è certamente vitale perché legato al capoluogo di Regione che dista pochi chilometri. Ma comunque i ripesi ci tengono a difendere le proprie radici e la propria identità, anche sottolineando la contrapposizione con gli interessi dei cittadini del Capoluogo. E’ l’amore per le proprie radici il seme che fa si che le stesse radici crescano sempre più forti, e questo atteggiamento mentale fa si che la gente senta l’esigenza in qualche modo di essere coinvolta e di partecipare a progetti che hanno lo scopo di difendere e rafforzare l’identità ed i legami con la terra, la lingua, le tradizioni, la memoria.

Davvero un ottimo lavoro che certo mi fa guardare con molta nostalgia quei paesi che muoiono ogni giorno perché fondamentalmente non hanno voglia di vivere o non hanno voglia di conservare una memoria di cui invece percepiscono tutto il peso e tutta l’inutilità. L’approccio al lavoro teatrale di Massimo De Vita mira proprio alla difesa dell’identità personale e della memoria di ciascuno come presupposto ad un valore importante: la qualità della convivenza civile sta nel modo in cui ognuno entra nel tessuto sociale. Più le persone interagiscano fra di loro liberamente, più tutte le persone percepiscono nel loro foro interiore il valore della libertà come elemento di integrazione, responsabilità, identità.

Sono davvero contento di quello che ho percepito e visto oggi: mi auguro che chi fra i miei lettori vive i paesi senta l’esigenza di dare testimonianza di un modo diverso ed autentico di sentire il paese stesso come elemento di libertà e non come elemento di costrizione, come un elemento di costruzione di un’identità civile e non come un elemento di freno allo sviluppo delle persone e della civiltà.

Un grazie particolare come sempre all’amico Donato Zoppo, che interpreta l’amicizia come un dono e come occasione di relazione con un mondo complesso che desidera in qualche modo essere dominato ed amato, ed interpreta l’arte in ogni suo forma come momento di incontro e di costruzione delle relazioni umane. Un elemento prezioso della Campania e del Sannio ed in particolar modo uno splendido esponente della classe di ferro 1975.