Lettere 1942-1943, Etty Hillesum Io credo che dalla vita si possa ricavare qualcosa di positivo in tutte le circostanze, ma che si abbia il diritto di affermarlo solo se personalmente non si sfugge alle circostanze peggiori. Se noi salveremo i nostri corpi e basta dai campi di prigionia, dovunque essi siano, sarà troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita ad ogni costo, ma di come la si conserva. [...] se noi abbandoniamo al loro destino i duri fatti che dobbiamo irrevocabilmente affrontare - se non li ospitiamo nelle nostre teste e nei nostri cuori, per farli decantare e divenire fattori di crescita e di comprensione -, allora non siamo una generazione vitale. So che chi odia ha fondati motivi per farlo. Ma perchè dovremmo sempre scegliere la strada più corta e a buon mercato? Laggiù ho potuto toccare con mano come ogni atomo di odio che si aggiunge al modno lo renda ancora più inospitale. Qui si potrebbero scrivere delle favole. Sembra strano, ma se si volesse dare un'idea della vita a Westerbork, quella sarebbe la forma migliore. La miseria che c'è qui ha passato a tal punto i limiti della realtà da diventare irreale. Eating animal, Jonathan Safran Foer Stories about food are stories about us - our history and our values. Like pornography, factory farming is hard to define but easy to identify. Children confront us with our paradoxes and hypocrisies, and we are exposed. You need to find an answer for every why - Why do we do this? Why don't we do that? - and often there isn't a good one. [...] The shame of parenthood - which is a good shame - is that we want our children to be more whole than we are, to have satisfactory answers. Cruelty depends on an understanding of cruelty, and the ability to choose against it. Or to choose to ignore it. We know that if someone offers to show us a film on how our meat is produced, it will be a horror film. We perhaps know more than we care to admit. Smithfield's earnings look impressive [...] until one realizes the scale of the costs they externalize: the pollution from the shit, of course, but also the illnesses caused by that pollution and the associated degradation of property values (to name only the most obvious externalizations). Without passing these and other burdens onto the public, Smithfield would not be able to produce the cheap meat it does without going bankrupt. As with all factory farms, the illusion of Smithfield's profitability and "efficiency" is maintained by the immense sweep of its plunder. God is not great, Christopher Hitchens Those who offer false consolation are false friends. Aristotle, whose reasoning about the unmoved mover and the uncaused cause is the beginning of his argument, concluded that the logic would necessitate forty-seven or fifty-five gods. Surely even a monotheist would be greatful for Ockham's razor at this point? From a plurality of prime movers, the monotheists have bargained it down to a single one. They are getting ever nearer to the true, round figure. [...] exceptional claims demand exceptional evidence. [...] the strenuous and dogmatic is the moral enemy of the good. It demands that we believe the impossible, and practice the unfeasible. Educazione di una canaglia, Edward Bunker Mai più avrei visto il mondo o mi sarei comportato come se appartenessi alla borghesia. Né lo volevo. Avevo un desiderio ardente di esperienza e saggezza, non di una vita media di quieta disperazione. L'incarcerazione, quanto meno, offre al prigioniero il vantaggio di vedere il mondo con un occhio nuovo, alla maniera di un artista. Lotta di classe, Ascanio Celestini Poi ho attaccato la fede al chiodo. Non c'avevo più il fisico, ho smesso proprio come fanno gli atleti. Non si può credere in Dio per tutta la vita, pure la fede c'ha una scadenza. Dopo un po' bisogna perderla, come la verginità. Matrimonio e morale, Bertrand Russell Il metodo tradizionale, da parte dei genitori e maestri, è di mantenere i fanciulli nel grado d'ignoranza più grande che sia possibile. Essi non vedono mai i genitori nudi e dopo la prima infanzia (purché l'organizzazione domestica lo permetta) fratelli e sorelle non si vedono mai nudi. S' insegna loro a non toccarsi mai gli organi genitali e a non parlarne mai: ad ogni domanda riguardante il sesso, si risponde con le parole "zitto! zitto!" pronunciate in modo scandalizzato. Si racconta loro che i bambini li porta la cicogna o si trovano sotto una pianta di cavolo. Prima o dopo vengono a conoscere le cose, in forma più o meno mutilata, da altri ragazzi, in segreto, e in conseguenza agli insegnamenti ricevuti ritengono si tratti di "porcherie". Ne deducono che i genitori si comportano l'uno verso l'altro in un modo disgustoso, di cui essi stessi si vergognano giacché si affannano tanto a nasconderlo. Vengono a sapere inoltre di essere stati sistematicamente ingannati da coloro dai quali aspettavano guida e consiglio. Il loro atteggiamento verso i genitori, verso il matrimonio e verso l'altro sesso viene così ad essere irrevocabilmente avvelenato. Pochissimi uomini e donne, educati in modo convenzionale, imparano a considerare il sesso e il matrimonio sotto un aspetto decoroso. L'educazione ricevuta ha insegnato loro che decenza e menzogna sono giudicate virtù dai genitori e dai maestri; che i rapporti sessuali, anche nel matrimonio, sono più o meno disgustosi, e che nell'adempiere il compito di propagare la specie, gli uomini cedono alla loro natura bestiale e le donne si sottopongono ad un dovere penoso. A causa di tale atteggiamento, il matrimonio non soddisfa pienamente né uomini né donne, e la mancanza di soddisfazione naturale si è mutata in crudeltà mascherata da morale. L'amore reciproco appassionato mette fine a tale modo di essere; abbatte le mura dell'ego, e crea un nuovo essere fatto di due in uno. La natura non formò gli essere umani per stare da soli, giacché essi non possono raggiungere la loro completezza biologica senza l'aiuto reciproco [...] Chi non ha mai conosciuto la profonda intimità e l'intenso senso di solidarietà di un reciproco amore felice ha perduto quel che di migliore la vita può offrire. Perfino nell'umanità civilizzata possono osservarsi deboli tracce di un istinto monogamico. La Banalità del male, Hannah Arendt Sia che scrivesse le sue memorie in Argentina, sia che le scrivesse a Gerusalemme, sia che parlasse al giudice istruttore, sia che parlasse alla Corte, disse sempre le stesse cose, adoperando sempre gli stessi termini. Quanto più lo si ascoltava, tanto più era evidente che la sua incapacità ad esprimersi era strettamente legata a un'incapacità di pensare, cioè di pensare dal punto di vista di qualcun'altro. Comunicare con lui era impossibile non perché mentiva, ma perché le parole e la presenza degli altri e quindi la realtà in quanto tale non lo toccavano. "Qui, a questa conferenza, avevano parlato i personaggi più illustri, i papi del Terzo Reich". Ora egli vide con i propri occhi e udì con le proprie orecchie che non soltanto Hitler, non soltanto Heydrich o la "sfinge" Müller, non soltanto le SS o il partito, ma i più qualificati esponenti dei buoni vecchi servizi civili si disputavano l’onore di dirigere questa "crudele" operazione. "In quel momento mi sentii una specie di Ponzio Pilato, mi sentii libero da ogni colpa". Chi era lui, Eichmann, per ergersi a giudice? Chi era lui per permettersi di "avere delle idee proprie"? Orbene: egli non fu né il primo né l’ultimo ad essere rovinato dalla modestia. Se l'accettazione delle categorie privilegiate fu così disastrosa, fu perchè chi chiedeva di essere "eccettuato" implicitamente riconosceva la regola; ma a quanto pare questo fatto non fu mai afferrato da quelle "brave persone" - ebrei e gentili - che si davano da fare per raccomandare ai nazisti i "casi speciali", gli individui che potevano aver diritto ad un trattamento preferenziale. Nella Germania di oggi quest’idea degli ebrei "illustri" è ancora viva. Mentre non si parla più dei veterani e di altri gruppi privilegiati, si deplorano ancora i maltratgtamenti inflitti agli ebrei "famosi".Più d’uno, soprattutto nei circoli intellettuali, seguita a deplorare pubblicamente che la Germania costringesse Einstein a far fagotto; ma sembra che costoro non si rendano conto che il delitto molto più grave fu uccidere il piccolo Hans Cohn, che abitava all’angolo, anche se non era un genio. E come nei paesi civili la legge presuppone che la voce della coscienza dica a tutti "Non ammazzare", anche se talvolta l'uomo può avere istinti e tendenze omicide, così la legge della Germania hitleriana pretendeva che la voce della coscienza dicesse a tutti "Ammazza", anche se gli organizzatori dei massacri sapevano benissimo che ciò era contrario agli istinti e alle tendenze normali della maggior parte della popolazione. Il male, nel Terzo Reich, aveva perduto la proprietà che permette ai più di riconoscerlo per quello che è, la proprietà della tantazione. Molti tedeschi e molti nazisti, probabilmente la stragrande maggioranza, dovettero essere tentati di non uccidere, non rubare, non mandare a morire i loro vicini di casa (ché naturalmente, perquanto non sempre conoscessero gli orridi particolari, essi sapevano che gli ebrei erano trasportati verso la morte); e dovettero essere tentati di non trarre vantaggi da questi crimini e divenirne complici. Ma Dio sa quanto bene avessero imparato a resistere a queste tentazioni. L'Olanda fu l'unica nazione d'europa dove gli studenti avessero scioperato quando i professori ebrei furono congedati e dove si fosse scatenata un'ondata di scioperi per protesta contro la prima deportazione di ebrei in campi di concentramento tedeschi. La storia degli ebrei danesi è una storia sui generis, e il comportamento della popolazione e del governo non trova riscontro in nessun altro paese d’Europa, occupato o alleato dell’Asse o neutrale e indipendente che fosse. Su questa storia si dovrebbero tenere lezioni obbligatorie in tutte le università ove vi sia una facoltà di scienze politiche, per dare un’idea della potenza enorme della non violenza e della resistenza passiva, anche se l’avversario è violento e dispone di mezzi infinitamente superiori. [...] Quando i tedeschi, con una certa cautela, li invitarono ad introdurre il distintivo giallo, essi [i danesi] risposero che il re sarebbe stato il primo a portarlo, e i ministri danesi fecero presente che qualsiasi provvedimento antisemita avrebbe provocato le loro immediate dimissioni. Quello che in Danimarca fu il risultato di una profonda sensibilità politica, di un'innata comprensione dei doveri e delle responsabilità di una nazione che vuole essere veramente indipendente - "per i danesi... la questione ebraica fu una questione politica, non umanitaria" (Leni Yahil) - in Italia fu il prodotto delle generale, spontanea umanità di un popolo di antica civiltà. Il capo-rabbino di Sofia era sparito, nascosto da quel metropolita Stephan che in pubblico aveva dichiarato: "Dio ha deciso il destino degli ebrei, e gli uomini non hanno il diritto di torturarli e perseguitarli" (Hilberg) - che era molto di più di quanto il Vaticano avesse mai fatto. Martin buber definì l'esecuzione [di Eichmann] un "errore di portata storica", che poteva "liberare dal senso di colpa molti giovani tedeschi" - un argomento che stranamente riecheggiava le idee dello stesso Eichmann, il quale proprio per quella ragione aveva espresso un giorno il desiderio di essere impiccato in pubblico. (Questo, probabilmente, Buber non lo sapeva, ma è strano comunque che un uomo dela sua statura morale e della sua intelligenza non si rendesse conto di quanto spurio fosse qul tanto reclamizzato senso di colpa. Sentirsi coplevoli quando non si è fatto nulla di male: quanta nobiltà d'animo! Ma è assai difficile e certamente deprimente ammettere la colpa e pentirsi. La gioventù tedesca, ad ogni passo della sua vita, è circondata da tutte le parti da uomini che oggi rivestono cariche pubbliche importanti e che sono vermanete coplevoli, ma non sentono nulla. Di fronte a questo stato di cose, la reazione normale dovrebbe essere lo sdegno, ma lo sdegno sarebbe molto pericoloso - non un pericolo fisico, ma sicuramente un ostacolo per la carriera. I giovani tedeschi - uomini e donne - che ogni tanto, come in occasione della pubblicazione del Diario di Anna Frank oppure del processo Eichmann, esplodono in manifestazioni isteriche di senso di colpa, non vacillano sotto il peso del passato, sotto il peso delle colpe dei loro padri; cercano piuttosto di sottrarsi alla pressione dei veri problemi attuali rifugiandosi in un sentimentalismo a buon mercato.) La questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani, Curzio Maltese La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani più del sistema politico. Le campagne dell'otto per mille della Chiesa cattolica che ogni primavera, nei mesi precedenti la dichiarazione dei redditi, invadono l'etere, le reti Rai e Mediaset e le radio nazionali, sono considerate nel mondo pubblicitario un modello di comunicazione. [...] Chi non ricorda ad esempio quella del 2005 imperniata sulla tragedia dello tsunami? [...] Si apre con l'immagine di un fragile villaggio di capanne, dalla spiaggia i pescatori scalzi scrutano l'orizzonte gravido di scure minacce. Voce fuori campo: "Quel giorno dal mare è arrivata la fine, l'onda ha trasformato tutto in nulla". Stacco sul logo dell'otto per mille: "Poi, dal niente, siete arrivati voi. Le vostre firme si sono trasformate in barche e reti". Zoom su barche e reti: "Barche e reti capaci di crescere figli e pescare sorrisi". Slogan: "Con l'otto per mille alla Chiesa cattolica, avete fatto tanto per molti". Un capolavoro.
La campagna 2005, affidata come le precedenti alla multinazionale Saatchi & Saatchi, è costata alla Chiesa nove milioni di euro. Il triplo di quanto la Chiesa ha poi donato alle vittime dello tsunami: tre milioni (fonte Cei), lo 0,3 per cento della raccolta. Nello stesso anno, l'Ucei - l'Unione delle comunità ebraiche italiane - versò per lo Sri Lanka e l'Indonesia 200 mila di euro, il 6 per cento dell'otto per mille. Un'offerta in proporzione venti volte superiore, in un area dove non esistono comunità ebraiche. Credenti e non credenti sono convinti che la Chiesa cattolica usi i fondi dell'otto per mille soprattutto per la carità in Italia e nel Terzo mondo. Le due voci occupano il 90 per cento dei messaggi, ma costituiscono nella realtà soltanto il 20 per cento della spesa reale: l'80 per cento del miliardo di euro rimane alla Chiesa cattolica, per una serie di usi e destinazioni che le campagne pubblicitarie in genere non documentano. [...] La Tavola Valdese usa i soldi dell'otto per mille al 94 per cento per la carità e il rimanente per la pubblicità. I pastori valdesi vivono delle donazioni spontanee. Come scrisse Thomas Jefferson: "Nessuno può venir costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso". È esattamente il contrario di quanto avviene in Italia. A ogni livello, nazionale e locale, i cittadini sono "costretti", volenti o nolenti, consapevoli o meno, a contribuire pecuniariamente non a qualsivoglia culto ma a uno solo. Eppure la "decima" funziona molto bene in termini economici, laddove è applicata. Le ventisette diocesi tedesche sono fra le più ricche del mondo. Insiee alle diocesi statunitensi, finanziate con le libere donazioni dei fedeli. Perchè allora la volontarietà del contributo religioso non viene adottata anche in Italia? È la domanda che ho rivolto a tutti gli esponenti cattolici nei numerosi dibattiti, in pubblico o sui media, ai quali sono stato chiamato a discutere la questione. La risposta variava secondo il grado di schiettezza dell'interlocutore, ma tutti - vescovi e giornalisti, intellettuali e sacerdoti - hanno fornito lo stesso genere di risposta. [...] "Perchè qui non si raccoglierebbe una lira" [...] In Italia, il libero contributo al sostentamento del clero, per quanto esentasse, non tocca in media i venti milioni di euro all'anno. Un euro per ogni sedicente cattolico praticante. [...] Gli stessi intellettuali o vescovi [...] difendevano tuttavia il meccanismo delle quote non assegnate con l'argomento che l'Italia è "un paese a forte vocazione e maggioranza cattoliche" [...] Per esperienza, in questi casi è inutile far notare la contraddizione fra l'idea di un "paese a forte vocazione cattolica" dove, per ottenere finanziamenti alla Chiesa, bisogna ricorrere a un marchingegno per prendere dalle tasche dei presunti fedeli ciò che mai donerebbero spontaneamente. Lo Stato italiano finanzia direttamente e indirettamente un'azienda, la Chiesa, che opera una clamorosa discriminazione sessista nei confronti dei propri dipendenti. I preti hanno infatti riconosciuto il diritto allo stipendio e alla pensione, le suore no. Le donne nella Chiesa non percepiscono un euro di salario, né un euro di pensione. "Il Vaticano rappresenta la più grande forza reazionaria esistente in Italia. Per la Chiesa, sono dispotici i governi che attaccano i suoi privilegi e provvidenziali quelli che, come il fascismo, li accrescono"
(Antonio Gramsci) In quarant'anni ho imparato che una società felice è quella dove ci sono meno solidarietà e più diritti. La bontà da sola non basta, a volte anzi è un alibi per lasciare i problemi irrisolti. [...] La questiong è reclamare più giustizia, non offrire come carità ciò che dovrebbe essere un diritto.
(Don Luigi Ciotti) Il ritorno del Principe, intervista di Saverio Lodato a Roberto Scarpinato (magistrato antimafia) Se la folla governata può credersi uguale al piccolo numero che governa, non c'è più governo. Il potere deve essere fuori dalla portata di comprensione della folla dei governati. L' autorità deve essere tenuta costantemente al di sopra del giudizio critico mediante gli strumenti psicologici della religione, del patriottismo, della tradizione, del pregiudizio... (conte De Maistre, inizi del 1800) Come un Edipo sicuro si sé, il nostro paese sembra brancolare cieco, di fronte al grande tema della responsabilità. Da un delitto sono nati altri delitti, ma già dal primo è mancata la punizione esemplare. Il sentimento di giustizia è stato umiliato. La verità è stata negata. (Dacia Maraini) Le società moderne si articolano in una pluralità di strati e classi. Dietro l'apparenza di codici culturali generalisti condivisi da tutti, in realtà ciascuni di questi strati ha codici culturali interni che in tutto o in parte divergono da quelli generali. Questi codici peculiari sono quelli che formano le reali gerarchie di valore degli individui e che ne pilotano l'orientamento mediante un complesso sistema di segnali di approvazione o disapprovazione sociale. All'interno della piramide sociale esistono dunque diversi orizzonti normativi, diversi criteri di valutazione delle condotte che operano secondo i vari lievlli di appartenenza sociale. Con il risultato che un comportamento ritenuto riprovevole all' interno di un determinato livello può essere valutato come normale all'interno di un altro livello. [...] Quel che conta per il singolo non è il giudizio generalista della società, ma solo il giudizio della cerchia sociale di cui fa parte: su quello fonda la propria autostima e la propria reputazione sociale. I criminologi sanno che la vera pena non è la sanzione, ma la vergogna. Il timore di subire la riprovazione collettiva e vedere scadere la propria immagine sociale costituisce il primo vero deterrente contro il crimine. Il sistema conosce mille modi per comprare la coscienza e il silenzio delle aniume belle. Quelle che dinanzi alla corruzione sistemica consumata sotto i loro occhi e grazie anche al loro silenzio complice sono sempre pronte a giustificarsi che loro non hanno mai preso una lira, graniticamente certe che i privilegi di cui hanno goduto sono dovuti solo ai propri meriti. Fino a qualche anno fa il codice culturale di cui parlavo restava un fatto interno e occulto alla clase dirigente in ossequio alla vecchia doppia morale dei vizi privati e delle pubbliche virtù. Da alcuni anni a questa parte, invece, si sono rotti tutti gli argini, sicchè quel codice si sta trasformano da interno, praticato in segreto, a codice pubblico legittimato giuridicamente. Gli unici fattori che, a mio parere, posso allo stato limitare i danni del ritorno dell'egemonia del Principe, derivano dal fatto che il Principe italiano non può più considerare il paese come l'orto di casa né può, dopo la fine del bipolarismo internazionale, contare più sul sostegno del grande fratello americano elargito per ragioni di ordine superiore nel conflitto di civiltà tra superpotenze. Il processo di unificazione europeo costringe oggi il principe italiano a fare i conti con le classi dirigenti degli altri Paesi europei più avanzati che gli impongono di adeguare la propria legislazione interna a quella comunitaria. The God delusion, Richard Dawkins The God of the Old Testament is arguably the most unpleasant character in all fiction: jealous and proud of it; a petty, unjust, unforgiving control-freak; a vindictive, bloodthirsty ethnic cleanser; a mysoginistic, homophobic, racist, infanticidal, genocidal, filicidal, pestilential, megalomaniacal, sadomasochistic, capriciously malevolent bully. I am satisfied and sufficiently occupied with the things which are, without tormenting or troubling myself about those which may indeed be, but of which I have no evidence. (Thomas Jefferson) But why, in any case, do we so readily accept the idea that the one thing you must do if you want to please God is to believe in him? What's so special about believing? Isn't it just as likely that God would reward kindness, or generosity, or humility? Or sincerity? Bertrand Russel was asked what he would say if he died and found himself confronted by God, demanding to know why Russel had not believed in him. 'Not enough evidence, God, not enough evidence' was Russel's reply. Mystics exult in mystery and want it to stay mysterious. Scientists exult in mystery for a different reason: it gives them something to do. [...] one of the truly bad effects of religion is that it teaches us that it is a virtue to be satisfied with not understanding. The fact that a believer is happier than a skeptic is no more to the point than the fact that a drunken man is happier than a sober one. (George Bernard Shaw) All religions are the same: religion is basically guilt, with different holidays. (Cathy Ladman) In the time of the ancestors, a man was born to a virgin mother with no biological father being involved. The same fatherless man called out to a friend called Lazarus, who had been dead long enough to stink, and Lazarus promptly came back to life. The fatherless man himself came alive after being dead and buried for three days. Forty days later, the fatherless man went up to the top of a hill and then disappeared bodily into the sky. If you murmur thoughts privately in your head, the fatherless man, and his 'father' (who is also himself) will hear your thoughts and may act upon them. He is simultaneously able to hear the thoughts of everybody else in the world. If you do something bad, or something good, the same fatherless man sees all, even if nobody else does. You may be rewarded or punished accordingly, including after your death. The fatherless man's virgin mother never died but was `assumed' bodily into heaven. Bread and wine, if blessed by a priest (who must have testicles), 'become' the body and blood of the fatherless man. Truth, in matter of religion, is simply the opinion that has survived. (Oscar Wilde) Driving our moral judgments is a universal moral grammar, a faculty of the mind that evolved over millions of years to include a set of principles for building a range of possible moral systems. As with language, the principles that make up our moral grammar fly beneath the radar of our awareness. (Marc Hauser) Religion is regarded by the common people as true, by the wise as false, and by the rulers as useful. (Seneca) Those who can make you believe absurdities can make you commit atrocities. (Voltaire) I believe that when I die I shall rot, and nothing of my ego will survive. [...] Even if the open windows of science at first make us shiver after the cosy indoor warmth of traditional humanizing myths, in the end the fresh air brings vigour, and the great spaces have a splendor of their own. (Bertrand Russell) Breaking the spell, Daniel C. Dennett "An indefensible mutual presumption can be kept aloft for years or even centuries because each person assumes that somebody else has some very good reasons for maintaining it, and nobody dares to challenge it." "Civilization - agriculture in particular an technology in general - has hugely and swiftly altered our ecological circumstances of our quite recent ancestors, and this renders many of our instincts out of date. Some of them may still be valuable in spite of their obsolescence, but it is likely that some are positively harmful. We can't return to the blissful ignorance of our animal past with any confidence. We are stuck being the knowing species, and that means we'll have to use our knowledge as best we can to adapt our policies and practices to cope with our biological imperatives." "if an influential sample of our female ancestors had happened, for no good reason, to have a taste for males who jumped up and down in the rain, we guys would find now ourselves unable to sit still whenever it rained." "the preservation over many generations of a folk religion [...] demands adaptations that are peculiar to an oral tradition that are peculiar to an oral tradition and that are no longer strictly necessary (from a reverse-engineering point of view) but that persist simply because they haven't yet been sufficiently costly to be selected against." "There is really no reason to suppose that animals have a clue about what they do what they instinctually do, and human beings are no exception; the deeper purposes of our "instincts" are seldom transparent to us. The difference between us and other species is that we are the only species that cares about this ignorance! Unlike other species, we fell a general need to understand, so even though nobody had to understand or intend any of the design innovation that created folk religions, we should recognize that people, being naturally curious and reflective, and having language in which to frame and reframe their wonders, would have been likely - unlike the birds - to ask themselves what these rituals were all about." "The Pope traditionally prays for peace every Easter and the fact that it has never had any effect whatsoever in preventing or ending a war never deters him. What goes through the Pope's mind about being rejected all the time? Does God have it in for him?" (Andy Rooney, Sincerely, Andy Rooney) "in a democracy it really matters what people believe. If the public cannot be mobilized into extended periods of outrage by reports of corruption, or the torturing of prisoners by our agents, for instance, our democratic check and balances are in jeopardy." "...modern theists might acknowledge that, when it come to Baal and the Golden Calf, Thor and Wotan, Poseidon and Apollo, Mithras and Ammon Ra, they are actually atheists. We are all atheists about most of the gods that humanity has ever believed in. Some of us just go one god further." (Richard Dawkins, A Devil's Chaplain) "Everybody quotes (or misquotes) the Jesuits, "Give me a child until he is seven and I will show you the man," but nobody - not the Jesuits or anybody else - really knows how resilient children are. There is plenty of anecdotal evidence of young people turning their backs on their religious traditions after years of immersion and walking away with a shrug and a smile and no visible ill effects." "So, in the end, my central policy recommendation in that we gently, firmly educate the people of the world, so that they can make truly informed choices about their lives. Ignorance in nothing shameful; imposing ignorance is shameful. Most people are not to blame for their own ignorance, but if they willfully pass it on, they are to blame. One might think this is so obvious that it hardly needs proposing, but in many quarters there is substantial resistance to it. People are afraid of being more ignorant than their children - especially, apparently, their daughters. We are going to have to persuade them that there are few pleasures more honorable and joyful than being instructed by your own children. It will be fascinating to see what institutions and projects our children will devise, building on the foundations earlier generations have built and preserved for them, to carry us safely into the future." Toghe rotte, a cura di Bruno Tinti "Con un processo che dura un minimo di dieci anni, tutti i reati che si prescrivono in cinque o in sette e mezzo sono matematicamente prescritti prima della fine.
Quanti sono questi reati? Il 95 percento di tutti quelli che vengono commessi.
Non so se sono necessari commenti. Forse sì, forse è bene dire chiaramente che tutte le contravvenzioni in materia antinfortunistica, ambientale, ecologica, di inquinamento; tutti i delitti di corruzione, falso in bilancio, frode fiscale; tutti i delitti di maltrattamento in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza famigliare, tutti i delitti di falsa testimonianza, tutti i delitti di truffa, anche ai danni dello Stato o di Enti Pubblici o dell'Unione Europea; tutti questi delitti e tanti altri che non cito perchè sarebbe un elenco lunghissimo non saranno mai puniti. Nessun processo per questi delitti si concluderà con una sanzione effettiva. Nessuno che abbia mai commesso uno di questi delitti andrà mai in prigione." "In Italia circa l'80 percento dei detenuti sono extracomunitari e tossicodipendenti. [...] secondo voi falsi in bilancio, appalti truccati, corruzioni di pubblici funzionari, violazione delle leggi antinfortunistiche, turbative del mercato azionario ecc. ecc. li commettono gli extracomunitari e i drogati?" La Russia di Putin, Anna Politkovskaja "It is evening in Russia. Dwarves are casting enormous shadows." The blind watchmaker, Richard Dawkins "This book was written in the conviction that our own existence once presented the greatest of all mysteries, but that it is a mystery no longer because it is solved. Darwin and Wallace solved it, though we shall continue to add footnotes to their solution for a while yet."
(from the Preface) Armi, acciaio e malattie (Guns, germs and steel), Jared Diamond "Perchè l'umanità ha conosciuto tassi di sviluppo così diversi nei vari continenti? Lo studio di queste differenze, di queste grandi tendenze della storia, sarà l'oggetto del mio libro. [...] I giornalisti chiedono spesso a chi scrive libri di «riassumere tutto in una frase». Per questo libro ecco cosa direi: «I destini dei popoli sono stai così diversi a causa delle differenze ambientali, non biologiche, tra i popoli medesimi»."
(dal Prologo) |