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ILARIA FOSSATI – Una storia vera

ILARIA Jesolo Night Marathon: il ritorno….
 
Cari amici del blog…
Antonio era già preoccupatissimo che non scrivessi più per voi dal momento in cui mi sono ritrovata, senza capirne bene il perchè, nella Nazionale Italiana di Ultramaratona… Il motivo del mio silenzio è stata una crisi energetica su tutti i fronti: un infortunio da cui non riuscivo a guarire, la pressione dei Mondiali 100km in Belgio, sempre più vicini…la rabbia e la consapevolezza di non essermi preparata come avrei voluto. Infine…il lavoro in un momento durissimo per tutti, come non risentirne?? Per guarire completamente avrei dovuto star ferma molto più delle 4 settimane che mi sono imposta, a fatica…non è stato facile tenere a bada i conflitti, ma alla fine il buonsenso ha dato i suoi risultati.

Il tendine era quasi del tutto a posto, o comunque mi permetteva di allenarmi senza dolore….era la testa che non girava. Non riuscivo più a correre, dopo 15 km al massimo mi sentivo stanchissima, superare i 20 km mi sembrava un’impresa impossibile…e intanto contavo le settimane che mancavano al Mondiale…poche, pochissime.

Crisi…come quando non sai se andare a destra o a sinistra e ti fermi in mezzo alla strada!
Il mio nuovo allenatore, Maurizio Riccitelli, tecnico azzurro per l’Ultramaratona, con la sua straordinaria preparazione ed umanità mi ha aiutato ad uscire da questo momento, facendomi recuperare fiducia nelle mie gambe e il gusto di correre per divertirsi.
Un grande insegnamento, davvero…. Mi sono presentata in Nazionale con un biglietto da visita non proprio lusinghiero: c’era scritto “ZOPPA”
Bene, partiamo proprio da questo allora, mi ha risposto Maurizio…ed ecco un programma personalizzato di forza muscolare, palestra, pesi, esercizi per rinforzare la mia struttura e prevenire così il tipo di infortuni che mi stava affliggendo…con consigli e consulti telefonici quasi quotidiani. Collaborazione, fiducia ed affidamento.
 
Amici, è tutto un altro pianeta a quei livelli! (dovrei dire a “questi livelli” ma per scaramanzia e rispetto per i veri campioni me ne tiro fuori…)
La mia anima essenzialmente tapasciona è ancora incredula davanti a quanto mi è successo negli ultimi mesi, ed è proprio per questo che mi soffermo a raccontarvi di come sia cambiata la mia vita quotidiana. E’ vero, mi resta pochissimo tempo per tutto il resto…a volte dopo una giornata di lavoro mi aspettano 2 h e mezzo di allenamento, 30km con lavori specifici…ma è davvero entusiasmante perché sei molto seguito, a tutti i livelli, soprattutto quello personale. Si pensa che ai livelli nazionali conti solo quanto corri, invece è tutto il contrario: fondamentale è l’attenzione alla persona, al suo benessere psico-fisico, alla preparazione su tutti i fronti. Ho trovato proprio un bel gruppo, scoprendo, dietro ai volti che per anni ho visto in pole-position sulle riviste o alle gare, persone dolcissime, serie e molto modeste…non vedo l’ora di andare in Belgio per conoscerli meglio..
 
Ma veniamo all’ allucinante Jesolo Night Marathon…un inferno equatoriale, un tasso di umidità assurdo. Ma dovevo finirla…avevo un unico obiettivo in testa: finire una maratona, altrimenti questo dannato blocco mentale sarebbe diventato insormontabile.
Qualsiasi tempo andava bene, dovevo solo portarla a termine. Ero paralizzata dall’idea di affrontare una distanza che solo pochi mesi fa mi sembrava un semplice allenamento. Ci vuole rispetto: signora Maratona non perdona. Tesa come se fosse la prima volta.
…e poi con il pettorale F3 l’emozione era a mille…F3?!?!?! E’ uno scherzo…eppure sono proprio io, la Keniana pallida della Martesana…
Cerco la massima concentrazione, non esiste più nulla: il mare, il tramonto, il caldo, i fischi per il ritardo iniziale, più nulla. Devo arrivare in fondo, non è una speranza, ma una fede…poi lo sparo, e non sento più niente….le gambe vanno da sole, mi affido ciecamente ai pacer delle 3.15, non guardo nemmeno più il cronometro, seguo loro e basta…spiego brevemente il mio problema e mi aiutano da subito. Avanziamo compatti…e come un fiore che si apre alla luce ecco il miracolo…sono due mesi che non corro a questi ritmi e non faccio lunghe distanze, ma le gambe vanno da sole.
Il caldo diventa insopportabile, i vestiti pesanti si incollano addosso, il respiro è faticoso…il gruppo si smembra, un pacer salta. Diventa sempre più assurdo continuare, ma devo finirla. Rallento dopo il 25esimo, sono più tranquilla…non sento più dolore al tibiale, va bene così: portala a casa, Ila…continuo a ripetermi…corro nel buio, una fila di fiammelle a tracciare il percorso, sono sola nel silenzio di questa torrida notte veneta…anche l’i-pod mi ha abbandonato…morto per affogamento, direi…è un segno: devo gustarmi il ritmo dei miei passi sulla strada, la melodia della mia fatica…dopotutto, ai Mondiali non potrò correre con le cuffiette quindi, ahimè, tanto vale iniziare ad amare questa condizione.
 
Sul percorso intanto vigila in bicicletta Maurizio, impegnato a seguire con i ristori personalizzati altri atleti della Nazionale impegnati in un test sui 70 km….mi segue fino alla fine, non mi molla per gli ultimi 10 km …completamente matto! Mi spinge parlandomi ininterrottamente, mi forza ad andare in progressione, ad aumentare il ritmo e mi scopro capace di farlo dopo il 35esimo…con estrema professionalità e tenerezza mi martella ad ogni passo, imparo in pochi km tutte le tecniche ed i segreti dei campioni, è sorprendente…non avete idea dell’energia che è stato capace di tirarmi fuori. Un miracolo….ci tenevo a raccontarvelo perché prima di questa esperienza azzurra non mi sarei nemmeno sognata che si potesse esprimere una simile energia alla fine di una gara così estenuante. Mi ha ridato fiducia, e la fiducia in sé stessi passa attraverso il dolore, i crampi, il desiderio di buttare tutto all’aria perché fa troppo male…un miracolo…arriva la fine: quarta assoluta, il tempo non conta….è il mio trionfo, un sogno che mi viene restituito. E piango, nella confusione di piazza Mazzini a Jesolo….tanto sono tutti così stravolti che non se ne accorge nessuno!
Grazie Coach….a te e a chi ti ha messo sulla mia strada  ;-)
 
La Keniana pallida ora si concentra, le ultime settimane sono preziose…vi presento i miei compagni di avventura alla “notte delle Fiandre” del 19 giugno:
 
ARMUZZI ANTONIO - BERNABEI ANDREA - BERTONE SILVIO - BOFFO MARCO - CALCATERRA GIORGIO - CARONI FRANCESCO - DI TOMA DIEGO - FATTORE MARIO - MALFATTI PIO
 
CARLIN MONICA - CAVALLI GIOVANNA - DI VITO LORENA - FOSSATI MARIA ILARIA - GIZZI NOEMY - SIMSIG ELENA - VILLELLA MARIA GRAZIA - ZANTEDESCHI CRISTINA - ZECCHINO LUISA
 
Dita incrociate…e continuate a starmi vicini come nelle ultime settimane…GRAZIE A TUTTI
Ilaria Fossati

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