Punto alla terza settimana…. Antonio eccomi!!!!! Già a Casorate ero soddisfatto della mia “prestazione”, ma anche ieri a Besnate ho continuato sulla stessa strada…… chissà alla terza settimana come vado io che mi sono sempre ritenuto uno che esce alla distanza e se arrivo entro i 100 vinco la mia sfida. Il giro ormai mi è entrato nel sangue e non vedo l’ora di arrivare alla partenza di una tappa per vedere amici e conoscenti che si scambiano impressioni sulla tappa precedente e che fanno pronostici su quella da percorrere. Ieri a Besnate, dopo la solita caotica partenza (non si riesce proprio a trovare una soluzione…..) con il percorso ben in mente sono riuscito a tenere un buon passo per tutta la gara chiusa in 21.34 a meno di 4 al km…. Mi rendo conto però che sempre più gente va forte e ne sono felice perché vuol dire che la corsa “prende sempre di più” anche gli altri e non solo il sottoscritto. Per il nostro gruppo di amici (non siamo una società, siamo amici alcuni iscritti a qualche società altri spiriti liberi che si divertono insieme a correre), ieri sera si è verificato un cambio nelle gerarchie consolidate con Fausto che per la prima volta supera Lamberto al termine di una tappa al giro. Mi sa che questo lungo ponte vedrà Lamberto allenarsi come un disperato per riprendersi la posizione. Anche io sento sempre più avvicinarsi Marco e Massimo che ad ogni tappa rosicchiano qualche secondo….. ma con il prossimo allenamento in altura…… Per Besnate bello il percorso, buono il servizio sulle strade, così così il ristoro finale ottima la TRIPPA che io e Fausto ci siamo prenotati prima della gara. Antonio, se mi davi 10€ potevo venderla a te la mia trippa!! Vi saluto e ci risentiamo per la terza tappa. Emiliano Cerana La mia prima corsa. Ciao a tutti. Io sono Daniele Bossi, ho appena compiuto 4 anni e ieri sera ho fatto la prima corsa della mia vita. Certo nella bella stagione è frequente correre con papà nel giardino di casa o nel parco giochi ma questa era una gara vera!!! Che emozione mettere per la prima volta il numero e quella strana cosa alla caviglia che ancora non ho capito a cosa serve, e poi quanti bambini, quanta gente, ero così frastornato che ho preso la mano di papà e ho cercato di starci il più vicino possibile. Poi ho conosciuto Martina, lei è una veterana perché è già alla seconda corsa, che mi ha preso per mano e accompagnato alla partenza ma comunque al momento del via ho preferito la mano del papà che è ancora più veterano di lei. Finalmente siamo partiti e, sempre per mano, ci siamo lanciati verso il traguardo. “Vai solo che c’è l’arrivo” mi ha detto papà, io ho pensato: ma che fai ti fermi proprio quando manca così poco. Per fortuna che dopo l’arrivo è tornato a prendermi. Dopo sono andato a bere e ho visto la corsa dei grandi. Erano tantissimi, tutti vicini vicini (forse anche loro per farsi coraggio) tanto che papà sono riuscito a vederlo solo quando è arrivato. Lui dice di essere andato abbastanza bene ma io l’ho visto piuttosto stravolto e poi è arrivato quasi 1 ora dopo di me. Dopo che si è ristorato e siamo un po’ stati insieme mi ha detto che era ora di tornare a casa ma io gli ho risposto: “Papà perché non ne facciamo un’altra?” Daniele Bossi Rosso sul Rosa Domando: la partenza dritta proprio non si poteva fare? Una partenza in curva da piega alla Valentino Rossi, in tutti i sensi, nessuno che andava piano e lasciava libero un centimetro. Comunque, molto meglio della precedente. E questa? Come faccio ad andar su? Seconda tappa del Giro del Varesotto, siamo di scena in quel di Besnate. Cielo terso, sole, ventilato, una bella giornata per correre. Arrivo presto, parlo con qualche amico, mi scaldo giusto un attimo con una corsetta. Siamo pronti... lo sparo... l'imbottigliamento. Eh sì, si è perso tempo in partenza: la curva a destra era troppo a ridosso dello start, e non si è potuto spostare le macchine nel rettilineo subito dopo, peccato. Invito gli organizzatori a rivedere il luogo di partenza per la prossima edizione. Comincio di buona lena, vengo poi raggiunto dal mio collega Mario che è più adatto di me a queste distanze brevi e mi stacca. Intanto, nei momenti di falsopiano o di dritto mi guardo in giro... non c'è molta gente, e qualche automobilista fermo per lasciarci passare sembra anche un po' arrabbiato. Ma poi, arriva il bello: una discesa ripidissima, dove devo tenere le gambe altrimenti finisco contro il muro e infine.... la salita!!! E questa? Come faccio ad andar su? Piano, senza strafare, senza esagerare, e arrivo allo “scollinamento”. Pago lo sforzo nel km successivo, ormai Mario non lo vedo più. All'ultimo km ho un sussulto, riesco ad allungare, a superare anche qualche altro concorrente nella “volata” e finisco in 27'58”, affaticato. Forse potevo far meglio. Ho impiegato quasi un minuto e mezzo in più rispetto alla prima tappa di Casorate, ma il percorso non è sicuramente paragonabile. Insomma non so se essere soddisfatto o no... Ci penso, mentre mi alleno per la prossima tappa a Somma... Buon ponte a tutti! Gianni Colombo |




