Altro giro, altra corsa. In una bellissima serata estiva va in onda la seconda tappa del giro del varesotto a Casorate. Sembra un revival dello scorso anno: impossibile trovare parcheggio, stradine invase dai podisti già alle 19,30, partenza e arrivo nello stesso punto. Perciò siamo tutti convinti che il percorso sia quello dello scorso anno. Peccato che così ci mettiamo dalla parte sbagliata della linea di partenza, quelli senza pettorale finiscono davanti, quelli forti intrappolati a metà gruppo. Allo start, come dice giustamente Angelo all’arrivo, è il delirio: partenza in cui si zigzaga tra le macchine parcheggiate e i tapascioni trovatisi dalla parte sbagliata che non sanno come scansarsi. Arrivati al primo semaforo la strada si allarga, lo sappiamo, Ma qui nuova sorpresa: una colonna di auto ferme al semaforo e molti intorno a me si spazientiscono. Poi, per fortuna solo fatica e sudore fino al traguardo, due salite impegnative con discese ripidissime e quel km finale, lungo falsopiano in lieve salita, che ci porta stremati al traguardo, dove ci aspetta un lauto ristoro. Lì Angelo è davvero arrabbiato (e per me ha proprio ragione): Non si fanno gabbie di partenza per scaglionarci in base alla velocità, eppure basterebbe poco: alla fine della prima tappa dividerci in scaglioni in base all’arrivo (ad esempio: 0-50, 51-150, 151-300, 301-500, 501 in poi) consegnandoci un adesivo colorato da mettere sul pettorale per dividerci in scaglioni nelle corse successive (in fondo basta tirare qualche nastro per fare delle gabbie, lo si è fatto anche l’anno scorso per i primi 50). Qualche portoghese esisterebbe sempre, ma almeno si cercherebbe di evitare le risse in partenza e le strade occupate già 20 minuti prima dell’avvio. E qualcuno sa come mai non ci sono più i monitor per vedere tempi e posizioni all’arrivo? Il giro del varesotto è sempre bello, ma i numeri purtroppo necessitano di una grande attenzione, soprattutto in avvio, altrimenti prima o poi secondo me qualcuno si farà male. Ringrazio tantissimo chi si impegna nell’organizzazione di questo magnifico giro, persone che meritano un elogio speciale, forse però bisognerebbe prestare più attenzione alla sicurezza. Appuntamento a settimana prossima e soprattutto prudenza, fare il tempo è importante, ma sgomitare è davvero pericoloso, soprattutto se a fianco c’è lo specchietto di una macchina parcheggiata. Gabriele Gallivanoni |


