Considerazioni personali… sotto voce L’11° Giro del Varesotto è terminato e ciò che avevo da dire l’ho detto tappa per tappa, quindi qualsiasi cosa oggi direi non sarebbe altro che una ripetizione. Ettore Comparelli (il COMPA) ha ben riassunto nel suo articolo quello che è anche il mio pensiero l’unica dissonanza è nell’uso di un sostantivo: avevo detto che i girini erano ormai diventate rane, per lui invece rospo! In questi ultimi tre o quattro anni ho seguito molto da vicino il Giro e devo dire che l’unica vera innovazione è stata l’introduzione del chip, per il resto, nel bene e nel male, poco è cambiato; Ad ogni presentazione del Giro che verrà si grida all’innovazione, qualcuno sa dirmi cosa c’era di innovativo in quest’ultima edizione rispetto alle precedenti? Le mini tappe? il fatto che sia piovuto una sola volta? che non sia mai stato nominato il mio blog*? (sic) Ciò nonostante l’affluenza dei partecipanti è buona anche se i volti presenti sono sempre gli stessi che incontriamo indifferentemente in tutte le gare in zona che siano serali o domenicali; anche i bambini son sempre quelli con l’unica differenza che anno per anno li vediamo crescere e trasformarsi tanto che a volte sembrano nuovi arrivati. Insomma, quando corro qualche gara nel varesotto so già chi batterò o da chi sarò battuto, questo vale per me come per gli altri. Allargare il giro e renderlo di più ampio respiro sarebbe agonisticamente più interessante e meno scontato, ma per ragioni varie, non è nell’interesse degli organizzatori e la riprova sta nel fatto che tappe restano in un’area ristretta del varesotto e le località sono sempre le stesse, inoltre allargare il Giro comporterebbe un’organizzazione più vasta ed impegnata, laddove oggi è, forse, una sola persona a gestire il tutto.
In questi ultimi anni grazie al blog ed al partecipare attivamente a tante gare ho avuto modo di conoscere molti podisti con i quali ho instaurato un ottimo rapporto ed infatti, proprio con loro, tra discussioni e commenti si è evidenziato che per quanto riguarda il giro del varesotto, al di là dell’evento podistico, per molti è un ritrovarsi e le tappe sono spesso un pretesto per passare una serata insieme, bersi una birra o farsi una cenetta magari insieme alla famiglia; Insomma una rimpatriata di amici in un periodo specifico dell’anno.
Quindi va bene cosi; perché cambiare se i risultati soddisfano tutti, dai varesotti agli organizzatori? Un’ultima considerazione: per gli anni precedenti si capiva senza ombra di dubbio che chi gestiva il giro era l’efficientissimo Puricelli e la sua società, l’Amatori Atletica Casorate, quest’anno quest’ultima è passata in ombra cedendo a Puma sport il posto al sole in questa come in tante altre gare. Sta forse per nascere una nuova società dal nome “Atletica Puma Sport”? Non suonerebbe male. Antonio Capasso * Per le ormai note ragioni (please, a me l’osso!) nelle 5 tappe del giro allo speaker Silvio Omodeo era stato vivamente raccomandato di non pronunciare il mio nome né quello del blog, cosi come alla OTC-Como di non darmi le classifiche se richieste e così stato fino alla fine. A Busto Arsizio al termine della tappa conclusiva del giro si è tenuta “la Gara delle Stelle”, che nulla ha a che fare con il “Varesotto”, perché è prettamente di gestione San Marco; ebbene solo allora Silvio Omodeo libero dalla consegna ricevuta (“alto si levò il nitrito…”!! - cavallina storna docet) ha pronunciato ripetutamente il mio nome e quello del blog! E l’OTC-Como? Questa società mette in linea le classifiche immediatamente finita la gara quindi non c’era bisogno di richiedere nulla!
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