Ho forse sbagliato a Somma? Sull’esperienza della partenza caotica e disordinata di Besnate questa volta, a Somma, mi sono portato mediamente in testa al gruppo di partenza non dopo aver scambiato qualche impressione con Ettore riguardo al giro e che mi raccontava della sua disavventura nell’arrivare al punto di ritrovo (anche a me è successo la prima volta che ho corso a Mezzana) che è rimasto invece rigorosamente in fondo al serpentone. Pronti via e tenendomi sull’estrema sinistra per non intralciare i più veloci è cominciata la folle galoppata; risucchiato da i più veloci i primi 2km sono volati via in attimo e me ne sono reso conto guardando il crono, 9’30”, frenata brusca ma il danno oramai era fatto e ho pagato in parte in salita quella folle corsa. Punito sì ma non troppo; Potevo far meglio ma male non è andata, nell’ultima volata prima del traguardo ho ancora recuperato ricevendo gli applausi dall’amico Sergio che ha sottolineato il mio arrivo esclamando: “hai superato anche Vittorina!!!” Ora la mia media sul giro è sceso di 1” passando da 5’3” a 5’2”, basteranno le due ultime tappe per centrare l’obbiettivo del 5 netto? Io dico che è difficile ma mai demordere! Quando finalmente ho ripreso fiato mi sono apprestato al caotico ristoro e, dopo aver molto faticato, sono riuscito a conquistare una fettina di pane con la marmellata e un bicchiere di thè che, ahimè, tra spinte e gomitate per metà è finito addosso al povero Roberto che mi era di fianco. Non ho nemmeno ritentato di bis e mi sono avviato all’auto dove avevo la mia acqua. La Madonna della Ghianda è uno dei percorsi più gettonati ed affollati della zona e raccoglie sempre moltissimi podisti, infatti le gare in luogo sono molto frequenti, e nonostante ciò nulla cambia riguardo l’infelice collocazione ed estensione dell’area ristoro che più volte è stata criticata. Rileggendo vecchi commenti degli anni passati mi rendo conto che cambiare il DNA di alcune organizzazioni è praticamente impossibile quindi: questo è, “ prendere o lasciare”. E non mi riferisco specificatamente alla gara di Somma. Martedì prossimo si riparte da Cassano Magnago “patria” del grande vecchio Sergio Carraro, (è un po’ che non corre per problemi ad un ginocchio) che non ci fa mai mancare presenza e supporto morale in tante gare; e come capita spesso quando noi amici siamo in zona: “niente salamelle e salsicce” a fine gara si mangia nel mio giardino così non ci facciamo code e nemmeno spennare. Intanto il giro gira e le posizioni di testa restano ancora invariate con Fabio Caldiroli e Silvia Murgia in maglia rosa cosi pure in coda con il simpatico duo Carola Bertola e Tosi Enrico. Infine mi faccio portare e sostenitore di una proposta dell’amico Alessandro Marcandalli (l’anno scorso portò al giro una squadra di oltre 100 unità ma che quest’anno con le regole Fidal….) per la tappa finale conclusiva a Busto Arsizio organizzata dall’Atl. San Marco: “in ricordo di Michela Rossi, perché non prevedere alla partenza un lancio di palloncini con un pettorale?” Come molti di voi ricorderanno la tappa di Busto è dedicata alla memoria della podista abruzzese Michela (deceduta nel terremoto al rientro dalla straMilano) e l’incasso sarà donato ai terremotati dell’Abruzzo e alla Fondazione Onlus Anfass-Lion. Presidente Enrico Traietta, ci puoi accontentare? Antonio Capasso |



