MOZZATE - GARA FIDAC
Siamo tra amici, vero? Ecco, allora mi si lasci bisbigliare che, se una gara è FIDAL o non FIDAL, a me interessa davvero poco. Di ben altra rilevanza, invece, è l'affiliazione alla FIDAC: Federazione Italiana di Antonio Capasso. Oggi ho corso una gara NON-FIDAC e ora temo l'arrivo della diffida. L'unico modo - spero - per rimediare all'infrazione è il commento canonico.
La gara non-FIDAC si è svolta a Mozzate, provincia di Como. Ho scritto gara, ma gara non è stata. Niente orario di partenza, niente sparo del via, niente arco del traguardo. Per la prima volta in vita mia ho corso le cosiddette camminate "a partenza libera". Ho sempre sentito anche l'acronimo I.V.V., ma non so cosa voglia dire.
"29° Camminata In Allegria Nei Boschi Di Mozzate", recita il volantino. Di allegria, a fiumi. Se mi avessero bendato e portato sul posto, avrei pensato di essere alla Stramilano. Oh, chilometri e chilometri di macchine parcheggiate a bordo strada: una vera invasione. Fortunatamente bendato non ero, anche perché stavo guidando. In macchina con me, il buon Matteo Olgiati, l'unico runner che corre più gare che allenamenti, conseguendo ciononostante risultati di tutto rispetto. Assieme a me e a Matteo, il fido Mohammed, ultimamente un po' defilato come me.
Sette, dodici, diciannove chilometri: l'imbarazzo della scelta. Mohammed ha optato per un sette-allungato oppure meglio dire un dodici-accorciato. Matteo e io, i diciannove chilometri. Dopo i sei di Ossona Venerdì scorso, direi che ho corso più chilometri in questi tre giorni che nei precedenti tre mesi.
Percorso magnifico, fra molte frasche molto fresche. Ristori graditissimi lungo il tracciato. Uomini, donne e animali hanno popolato i sentieri dei boschi con lo spirito dei quattro passi o il piglio dell'allenamento. Per due soli euro, un'organizzazione impeccabile nelle segnalazioni e sicurezza lungo il percorso, essenziale ed abbondanti i punti di approvvigionamenti di liquidi e solidi del durante e del poi.
I podisti paiono davvero calati da un'altro pianeta. In questo dannato e malato triangolo industriale, che ha ridotto i suoi abitanti a esseri sull'orlo di una crisi di nervi, si vedono delle persone in canotta e braghe corte, che - assieme al sudore - sprizzano serenità da ogni poro. E non si capisce come mai. Lo si vede mentre corrono, lo si vede mentre mangiano e bevono al ristoro, lo si vede mentre camminano tornando alla macchina.
Per questo, solo per questo, cerco con i denti e con le unghie di rimanere aggrappato al carrozzone dei camminatori col pettorale.
Rimango convinto che si corra solo per espiare peccati, ma la penitenza diventa presto benedizione. E per i tanti che, vinti dalla pigrizia, a correre non vanno? Una sola parola: peccato!
Roberto Vielmi
Caro Roberto,
non ci crederai ma oggi anch’io ho “corso” “In Allegria Nei Boschi Di Mozzate”!!!! Peccato che non ci siamo incontrati. Alle 7.30 l’incomparabile Angelo Brazzelli è passato a prendermi a casa ed insieme a qualche altro migliaia di persone abbiamo allegramente tapasciato nei Boschi di Mozzate; 12500m, il percorso intermedio, corso senza fretta, fermandoci rigorosamente a tutti i ristori e scambiando saluti e chiacchiere con i tanti amici e conoscenti che incontravamo; abbiamo impiegato 1h e 33 per completare il nostro percorso, alla favolosa media 7,3, anche i Camminatori Gurone ci sorpassavano!
E’stata una goduria, lo farò molto più spesso; all’arrivo, in quel bel parco che hai potuto ammirare c’era il favoloso ristoro che comprendeva anche tocchetti di mortadella (ma tu non puoi apprezzare!) e all’inizio della linea di distribuzione due “fanciulle” distribuivano bustine di magnesio e potassio sussurrando di tanto in tanto: “forza uomini il prossimo anno ci sarà anche il Viagra!” (è una data che mi devo segnare!).
Alle 10.30 eravamo già a casa, questa sì che è vita!
Antonio
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