Essendomi dedicato nell’ultimo mese e mezzo prevalentemente a gare di 5-6 Km con l’esclusione di una corsa IVV di 20 la scorsa domenica, ho pensato che l’ideale per sabato fosse di andare a partecipare al Cross du Mont Blanc, gara di km.23 con un dislivello di 1.000 metri circa con partenza da Chamonix. In effetti la corsa francese si disputa in 2 giorni essendo prevista per la domenica la disputa della maratona ma veramente non era il caso di esagerare. Quest’anno la novità della corsa (circa 1.350 iscritti) era lo “spirito trial”,ovvero solo due ristori e la quasi totale eliminazione dei tratti in asfalto. La partenza alle 08.30 sotto un cielo che, dopo la pioggia della sera prima restava scuro ma prometteva aperture ed una temperatura di poco superiore ai dieci gradi. I primi chilometri erano tutti tra i boschi, ricalcando in pratica la pista da fondo di Chamonix, con lievi salite, strappi ripidi ma anche tratti in discesa ed in falsopiano. Qui ho avuto la prima sorpresa in negativo: la totale assenza di segnalazioni chilometriche. Io non ha esperienza in questo tipo di corse ma “spirito trial” vuole anche dire mancanza del chilometraggio? Essendo poi una corsa con parecchie salite era un po’ difficile rendersi conto a che punto del percorso si era arrivati. Gli unici riferimenti al passaggio in piccoli paesi come quello di Argentiere che avevo visto sulla cartina essere circa al Km. 9 Qui invece la sorpresa positiva, un pubblico non numerosissimo ma caloroso e che, grazie ai pettorali con stampato il nome ti incitava chiamandoti appunto per nome. Ma dopo il primo ristoro (Km.12 circa) allietato da un discreto sole non è più tempo per le sorprese, da adesso si fa sul serio; in poco più di 5,5 chilometri si sale di 600 Mt. di dislivello, i sentieri nel bosco lasciano spazio a ripide mulattiere dove gli atleti procedono in fila indiana e per fortuna che il sole si nasconde di nuovo tra le nuvole perché le energie (grazie al grande allenamento di cui dicevo all’inizio) si spengono e stanco come sono inciampo pure assaggiando con una mano le rocce francesi. Gli ultimi 5 Km sono costituiti da saliscendi continui (si salirà ancora di soli 150 Mt.) ma su stretti sentieri con rocce sporgenti e pure una pietraia così tra la stanchezza e la paura di farmi male ci ho messo circa 45 minuti fino ad arrivare alla rampa finale: circa 700 metri ripidissimi con il traguardo lassù che non arriva mai perché anche camminare è diventata una sofferenza. Quasi non credendoci ancora ecco finalmente l’arrivo: 3 ore e 17, distrutto, insoddisfatto ma nonostante tutto classificato al 526 posto su 1191 arrivati quindi nettamente nella prima metà della classifica. Un buon ristoro ed una rapida discesa in funivia mi fanno riflettere sulla necessità di rifarla con una preparazione molto diversa, ma ci penseremo in futuro, per adesso c’è qualche corsa di 5-6 chilometri in pianura in settimana?Mauro Bossi |





