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17 maggio ’09, Via Francigena Half Marathon

FATTA TUTTA

A Vercelli l'ho fatta tutta. Ed era una mezza maratona.

L'anno scorso siamo stati tanti uomini in ammollo, ieri abbiamo quasi patito il caldo.

Oramai io corro solo e soltanto per incontrare i miei amici runner e agli inviti - se solo posso - non mi tiro mai indietro. «Domenica io vado a Vercelli a fare la Mezza. Tu?» Quindici secondi per pensare ai miei sei chili in più del dovuto, ai miei cinque mesi di quasi-zero allenamenti, ai tanti impegni dell'agenda e... «Va bene, ci sono. A che ora?».

È così che, a un anno e otto minuti di distanza dalla precedente edizione, ieri verso le dieci e mezzo di mattina ho tagliato il traguardo della mia seconda Via Francigena Half Marathon.

Dieci su dieci all'organizzazione: strepitosa, da manuale. Il quartier generale è stato spostato ed è diventato più spazioso e accogliente. Lungo il percorso, impegnativo ma non troppo, gli uomini del servizio sono stati impeccabili. Ristoro finale, essenziale ma abbondante. Al posto del pacco gara e le solite cianfrusaglie di cui abbiamo la casa piena, una bella maglia tecnica a maniche lunghe.  Docce caldissime e, ciliegina sulla torta, un pasta party nella palestra che lo scorso anno, stretta e fangosa, ci servì come spogliatoio.

Un anno e - dicevo - otto minuti. Gli otto minuti di differenza tra il mio tempo dello scorso anno e quello di ieri. Eppure ero contentissimo. In questo periodo corro senza nemmeno sapere cosa stia lì a fare. Di tattiche non ho mai voluto e potuto sapere prima, figuriamoci adesso. La tattica era quella di riuscire a non fermarsi lungo il percorso, così come successe a Vittuone tre mesi fa. Là tagliai il traguardo due minuti prima di ieri, ma considero quella gara come un fallimento. Io metterei una regola nella maratona e nella mezza: è vietato fermarsi. Chi lo fa è eliminato. O penalizzato.

La partenza di ieri è stata la solita stupida volata da centometrista. Al quinto chilometro però ho deciso di tirare il freno a mano e così ho continuato - a mo' di trattorino - fino al quindicesimo. A quel punto ho pensato che davvero ne avevo abbastanza. «Adesso rallento», lo dico a beneficio del corridore dietro di me. Allargo a destra e lo lascio passare lungo il bordo sinistro della strada. Nemmeno cinquanta metri e sento: «Se mi fate fare il personale vi offro da bere». «Quanto vuoi fare?», chiedo io. «Uno e ventinove.». Ci penso su e... «Andiamo!».

Quando suonavo, mi offrivo per battesimi, comunioni, cresime e matrimoni. Ora sarà buono che mi ricicli in lepre per cinquemila, diecimila, maratone e mezze.

Con lo stimolo del mio sconosciuto amico corridore, ho continuato a macinare metri. Non più da solo, ma per due. Il suo fiato affannato raccontava una sofferenza e una voglia di farcela fuori dal comune. Quello spirito ha avuto su di me l'effetto di dieci GHETORÉID. Fino al diciottesimo chilometro abbiamo spinto per quanto era nelle nostre possibilità. Fatale, poi, la salita che ben mi ricordavo dallo scorso anno. Gli ultimi duemila metri, là dove si libera tutto ciò che si ha, ho capito che il mio amico di corsa davvero non aveva niente più. A quel punto sono stato con lui, incitandolo fino alla fine e abbracciandolo all'arrivo per una comunque bella avventura vissuta assieme.

Se non ci fosse stato lui sarei forse arrivato al traguardo un minuto prima, ma molto più probabilmente - sempre se non ci fosse stato lui - mi sarei fermato al sedicesimo chilometro.

Una splendida giornata davvero. E splendida anche la gara. Novecento partecipanti alla Mezza, trecento per la sette chilometri. L'anno prossimo - c'è da giurarci - saranno molti di più. Non c'è miglior promozione e pubblicità che la soddisfazione di chi partecipa.

Roberto Vielmi
 

Caldo e umidità nella via Francigena

Da un po’ di tempo non faccio gare e iniziano a mancarmi quelle sensazioni, ho voglia di sentirmi al via con quelle farfalle allo stomaco e la voglia di far bene. Così questa mattina mi trovo a Vercelli per la Via Francigena Half Marathon giunta alla sua terza edizione.

900 persone circa affollano la gara, ma soprattutto tanti dei miei amici che condividono le fatiche del campo, quando entro nel tendone per cambiarmi mi arriva subito una sorpresa, entra Rob scattante come una gazzella! Da un po’ non lo vedevo ed è subito una piacevole sorpresa. Ma è giorno di gara, dopo i primi convenevoli la testa ritorna dove è giusto che sia. Mi cambio in fretta e parto con Paola per fare 6km intorno a 4’20”, perché oggi servirà come ultimo lungo prima della Cortina-Dobbiaco a fine mese. Le gambe stanno bene, la testa anche e mi pongo fiducioso alla partenza. L’idea è di farla a 4’ al km per vedere a che livello sono per Cortina. Lo sparo e via, tutti i pensieri scappano e inizia finalmente la gara, correre dà un senso di liberazione da questo punto di vista. 3’50” al primo km è un po’ veloce, lascio che Paola vada avanti per assestarmi in un più corretto 3’55/4’. Il sole non è convinto per fortuna e qualche nuvola rinfresca di poco una giornata molto afosa. Si suda parecchio e vedo di non mancare nessuno dei rifornimenti e spugnaggi. Arrivo al 9° km in 35’30 correndo bene e la cosa mi dà fiducia, poco dopo arrivano due lunghi cavalcavia e un leggerissimo saliscendi che ci riporta in mezzo alle risaie sulla via del ritorno. Qui arriva un piccolo calo che riesco a gestire bene, bevo, mi bagno e dal 15° km le gambe tornano a essere toniche, spingo e mi sento bene nonostante il percorso sia in leggerissima salita. Riprendo molte persone che mi avevano sorpassato in precedenza, anche qualcuno che spesso mi è arrivato davanti. Sto bene, sento che spingere non è un problema quando parecchia gente cala e non puoi che gasarti con una sensazione del genere. Tengo il passo, sotto i 4’ sicuramente ma le indicazioni dei km sono molto irregolari e il cronometro non serve a granché. Gli ultimi 2km e mezzo sono sul lungo rettilineo che conduce in centro città e al traguardo, la strada è tutta diritta, non facile se si è in crisi ma così non è e cerco solo di pensare a quello davanti per provare a raggiungerlo. Chiudo in 1h24’37” a 4’ di media con ancora una buona spinta. Giusto un minuto dietro la mia amica Paola, terza assoluta, che quando sente odor di gara non riesce proprio a risparmiarsi. Insomma, vista l’umidità e considerando i 6km prima è un risultato che mi dà molta fiducia per Cortina. E’ una bella gara, non facile nella seconda metà, uniche note stonate i km segnalati veramente male, o lunghi o corti anche di 30” e il ristoro finale dove le bevande sono mancate fin troppo presto. Per il resto una bella giornata.

Oliver Gilberti

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